
La storia – romanzata, come da titolo – della banda della Magliana, che regnò a Roma per una decina d’anni tra i ’70 e gli ’80.
In un film che racconta di criminali, è quasi impossibile non farsi catturare dalla storia del genere gangsteristico. Scopiazzare è umano: Placido non si vergogna di farlo, iniziando (e finendo) dalle parti di “C’era una volta in America” e continuando sulla scia di “Quei bravi ragazzi”. Va da sé che non è né Scorsese né Sergio Leone, ma un regista ancora in divenire (in fondo, è solo il suo quarto film) che finalmente abbandona i sofismi para-pirandelliani con cui ci aveva ammorbato in precedenza, concedendo alla propria vanità solo qualche elegante invenzione registica (la morte del Nero col manichino a fianco). Gli va inoltre dato atto di saper proporre sempre cose altre, diverse dalla brodaglia lacrimosa del cinema italiano, che ci rappresenterà anche all’Oscar.
C’è dell’ottimo in “Romanzo criminale”, tratto dal libro di Giancarlo De Cataldo, coautore della sceneggiatura di Rulli e Petraglia (la loro mano si sente, eccome). Le storie di crimine sono una delle cose che al cinema vengono meglio, e così si può passare sopra interpretazioni non eccezionali, diciamo così: Accorsi sbiadito, Rossi Stuart paradossalmente fin troppo Freddo, la Mouglalis doppiata caninamente. Ci auguriamo che Santamaria, alle prese con un personaggio che è un po’ un cliché del genere, un giorno veda “Casinò” e un pochino si vergogni. Il migliore, e non lo si scopre oggi, è Pierfrancesco Favino, tolto di mezzo a metà film; Toni Bertorelli in due scene ruba la scena all’allarmato Accorsi, disseminando piccole perle di recitazione. Piccole parti per Antonello Fassari, Adriano Venditti, il redivivo Roberto “Er patata” Colombo e Michele Placido stesso. Belle musiche di Buonvino, tante canzoni dell’epoca abilmente inserite nei punti cardine del film: risentire “Un’emozione da poco” è sempre un colpo basso.
Film romano ancora prima che italiano, con attori (tranne Accorsi, che fa il bolognese, e Scamarcio, che però parla pochissimo) tutti della Capitale: rendiamo grazie a Placido per averci evitato la tortura di un Silvio Muccino col silenziatore in mano.
Voto: 7

Seguo il tuo blog da un pò ricavandone sempre spunti interessanti e trovandomi d’accordo cn i tuoi pareri. Ma stavolta su Romanzo criminale mi spiazzi proprio. In questo film nn c’è assolutamente niente di nuovo, una scopiazzatura di Quei bravi ragazzi ke si sono trasferiti a Roma. Storie di criminali che finiranno tutti male, lo si capisce dalla prima scena. Tutto estremamente scontato, un campo di gioco dv tutti fregano tutti, senza regole. Ma soprattutto ciò ke lascia interdetti è l’essenza confusionaria del film. soprattutto all’inizio dove ci sarebbe dovuta essere una più approfondita analisi dei personaggi, delle loro situazioni e dei loro rapporti, Placido passa sopra a tutto attenendosi ai “fatti”.
Trovo il personaggio di Stefano Accorsi del tutto inadatto al suo ruolo, e la sua interpretazione lo dimostra ampiamente. Il doppiaggio della Mouglalis è vergognoso. Si drammatizza eccessivamente una storia “vera”, adattandola ai canoni hollywoodiani e nello stesso tempo rmanendo in una realtà del tutto provinciale. L’unica scena degna di nota stilisticamente è davvero quella della morte di Nero. Non gli avrei dato più di 5. ciao
In linea di massima potrei anche darti ragione, ma converrai con me che, nella mediocrità del cinema italiano, ben venga qualcuno che copia Scorsese (se non altro perchè dimostra almeno di conoscerlo). E’ vero che ci sono effetti speciali risibili (la bomba alla stazione di Bologna) e personaggi-macchiette (quello di Tognazzi). Se leggi bene, nella parte centrale della recensione si parla (male) degli attori e dei personaggi; se questo film l’avessero girato a Hollywood gli davo appena la sufficienza. Insomma, il 7 è perlopiù un voto d’incoraggiamento.
PS: continua a leggermi, mi raccomando! E magari lascia qualche commentino in più!
io mi trovo in accordo con la tua opinione su Romanzo Criminale, è quello che avrei scritto anche io se non avessi pensato di buttare la mia recensione in caciare…
ottimo blog… ma sto scoprendo pian piano che lo sfondo nero è atroce! cioè… esteticamente è bello, ma dopo che leggo un po’… vedo le macchie tuttattorno… e non mi drogo!
un saluto
valerio
ah, se vuoi spizza le recensioni di me (si si è tutto un modo per farsi pubblicità)