
Nell’arco di quattordici mesi, Stuntman Mike si imbatte per due volte in un gruppo di splendide ragazze. Chissà come mai, gli vien voglia di ammazzarle.
Che dire? Qui siamo oltre l’immaginabile, oltre il citazionismo (sia pur immancabile, ed anche genialmente autoreferenziale), oltre l’omaggio. Siamo anche oltre l’eccesso, siamo a un livello di verosimiglianza simile a quello dei marziani che sbarcano sulla Terra; siamo oltre una soglia di provocazione al cui confronto Jean-Luc Godard è Carlo Giovanardi. Il film semplicemente non ha senso, né tantomeno una trama che sappia legare credibilmente dialoghi di fanciullesca e istintiva spontaneità, scritti a occhi chiusi allo stesso modo in cui un medium comunica con gli spiriti. Si è seriamente tentati di dargli s.v. Alle follie Tarantino ci ha abituato da anni, ma nessuna era mai stata così gratuita e splendidamente naive; sicuramente il suo film più erotico e grondante di passione: più che per l’altra metà del cielo, per la macchina da presa, con cui Quentin sembra avere ormai intrapreso una stabile relazione cronenberghiana di puro sesso. Due ore di fantastica aria fritta, di dialoghi lunghissimi basati sul nulla, di piani-sequenza insostenibili per qualunque altro regista le cui iniziali non siano Q.T., di frammenti straordinari (la scena della lap-dance), di improvvise accelerazioni che danno luogo a scene d’azione da brividi. Follemente divertente. E poi il finale!!! IL FINALE!!!!!
Voto: 8
Trivia
(Primo film di Tarantino in cui c’è una scena sotto la pioggia)

feticismo puro!
Pensa che appena ho letto il titolo di sfuggita l’ho interpretato come “Professore morto”! E per fortuna che qui parlo inglese 24 ore su 24! Ahahaha!
Beh, scommetto che prima o poi troverò qui anche una recensione del film Amish di cui mi hai parlato!
faresti ribrezzo persino ad Onan, de Sade e von Masoch messi assieme.
lo terrò a mente se dovesse malauguratamente capitare di vedere assieme l’ennesimo rigurgito dell’innominato.
mi si consenta anche un’ekphrasis su Cronenberg (e sei pregato di non aggettivarlo mai più… s’inizia solo con la C di Cineasta): cosa può avere a che spartire un capolavoro come Il pasto nudo con questo dilettantesco vaudeville che tu vai osannando???
Beh, diamoci una regolata.
Dal tuo commento (“se dovesse capitare di vedere…”) deduco che non l’hai visto. Ed effettivamente, a leggere la trama (o quel che è), è forte il sospetto che sia una stronzata. Ma, come già detto, Tarantino e Lynch sono gli unici che possono mettere in piedi qualcosa che tenga incollati allo schermo per due ore senza uno straccio di storia; perchè dove non arriva la sceneggiatura (che, in un certo senso, è Letteratura), arriva il Cinema. Davanti a costoro, giù il cappello.
“incollati allo schermo per due ore”…scusa, ma sinceramente ieri sera sono stato colto anche dalla tentazione di alzarmi e andarmene. e, duole a dirlo, ultimamente mi era capitato solo – dannazione! – con Borat…
Credo che, anche quando le iniziali sono Q.T. (e il cappello me lo levo anche io, e mi strappo pure i vestiti, di fronte a KB 1 e 2) ci siano dei limiti di rispetto e buon senso, oltre i quali si esce dal cinema con la fastidiosa sensazione di essere stati presi per il c—
La passione di Tarantino per la B (Bside, Bmovie) può essere condivisa, ma nell’esito finale dell’omaggio, o della citazione, io cerco l’intervento del genio, altrimenti preferisco l’originale (tipo hazard, o i chips, o una genuina doccia della fenech)
Con Grindhouse Tarantino ha messo sè stesso a caricatura: se è una sublime provocazione (The great cinema’s swindle), non si coglie. aspettando il prossimo capolavoro…
Eterogeneo,
è evidente che questo film rappresenti una specie di capolinea per “questo” Tarantino. In pratica ora dovrà passare ad altro, avendo esaurito il suo rapporto con i b-movies: dopo averli citati qua e là si è preso la briga di farne uno intero, sgangherato e iper-estremo, probabilmente irritante (non per me, ma comprendo che la struttura del film possa infastidire) ma sicuramente coraggiosissimo.
L’intervento del genio, dici? Secondo me c’è del genio nel chiudere il film in quel modo, nella scelta della colonna sonora, nella scena del primo incidente (che è puro cinema horror), nel tenere chiusi i personaggi per tre quarti d’ora in un cesso di pub, nel fregarsene altamente e così sfacciatamente di trama e sceneggiatura (che Tarantino ha dimostrato di saper costruire, e anche benissimo)… mi rendo però conto, come hai detto tu, che sono tutte cose al limite del buon senso. Ma se valutassimo i film solo in base al loro buon senso Tarantino avremmo già dovuto liquidarlo dopo “Le iene”…
salviamo la colonna sonora, come sempre. salviamo lo straordinario “cammeo” di Quentin barista. salviamo il coraggio (anche se per uno che si chiama quentin tarantino non ce ne vuole molto, di coraggio).
Nella tua recensione de “L’amico di famiglia” scrivi giustamente che quando un film è bruttino si dice che ha una bella fotografia…
Mi permetto di parafrasarti e di estendere la valutazione: quando un film è bruttino si guardano i particolari.
Dopo di che aspetto con ansia e senza pregiudizi, insieme a te, il new deal tarantiniano…
Concordo sul finale: adesso Tarantino deve voltare pagina.
Eccomi… appena tornata dal cinema. Ammetto che a un certo punto mi sono annoiata e ho pensato di andarmene (tanto più che non avevo cmq pagato il biglietto) ma mi ha trattenuto il ricordo delle ultime parole della tua recensione. E infatti alla fine il film prende il volo e diventa puro entertainment, oltre che, come sempre, grande omaggio all’altra metà del cielo. In tutto il resto, ci sono sicuramente piccoli capolavori (la lapdance, l’incidente), splendidi personaggi tutti da guardare (perché solo guardare puoi, ascoltare é abbastanza inutile), citazioni e autocitazioni che fanno sorridere e godere di tarantiniana soddisfazione. Sicuramente il film più stupido mai visto, e il film stupido più bello mai girato. Si, puro cinema (quindi, perfettamente normale che annoi).
Ah sì, sono abbastanza d’accordo. Dopo un quarto d’ora confermo che può venir voglia di alzarsi e andarsene, però poi inizi a essere curioso di vedere dove vuole andare a parare. Cioè da nessuna parte, però è divertente lo stesso, come quelle uscite di sabato sera ad agosto in cui passi tutto il tempo ad andare da un locale all’altro per concludere inevitabilmente che sono tutti chiusi per ferie.
Mi sa che devo vederlo…così almeno posso lasciare un vero commento sensato.Pareri discordi, a quanto pare (in testa a tutti Alex, che a sorpresa mette in mezzo von Masoch e de Sade, mancando di citare i versetti satanici)
gioca con il cinema. quentin nn voleva fare nessun capolavoro, con questo film voleva solo giocare con il cinema. sfalsare l’audio, sfalsare il colore, referenzialità, metacinema, autocitazionismo. provocazione sicuramente, questo film è nato per divertire chi l’ha fatto e chi lo doveva vedere. non c’è affatto l’impegno…è talento. è dire “datemi una macchina da presa che vi faccio vedere che so fare”. è possedere una padronanza del linguaggio cinematografico fuori dal comune. sicuramente il nome conta tantissimo ai fini del giudizio…ma l’autorialità è solo da amare. è come se sulla pellicola ci fosse una firma lunga due ore
Vogliamo usare l’etichetta “manierismo”? E azzardare un Quentin Tarantino=Giovan Battista Marino?
(e comunque, secondo me non è che non c’è uno straccio di storia, in Grind House la sruttura “diventa” la storia: anziché “leggere” una trama, lo spettatore “legge” le regole di quella trama)
Paolo,
ovviamente per “non c’è uno straccio di storia” indicavo la “trama” propriamente detta, quella seppur debole traccia che si trova ad esempio in Kill Bill. Sì, effettivamente in questo film la “storia” sono le istruzioni per l’uso di un certo tipo di cinema. Però non ridurrei tutto a semplice manierismo: quello che fa Tarantino è più coraggioso e radicale di una semplice riadattatura di idee altrui; e proprio per far capire che di questo non si tratta lui ostenta smaccatamente (vedi le sfasature audio-video) il proprio stile ingombrante. E’ postmodernismo puro.
Io (alla fine del film) mi son messo in piedi sulla poltrona del cinema ed ho esultato come dopo un gol di Inzaghi in Champion’s…Giuseppe testimone dato che siamo andati a vederlo insieme… Posso dire che Tarantino può permettersi questo e altro…sicuramente è il suo film più assurdo…poi ognuno esprime il suo parere (sempre nei limiti del rispetto)… Per me questo film è l’anticinema per eccellenza ma il mio voto è 10 perchè Tarantino ha le palle per fare questi film…