
Di ritorno dalla Terra Santa dove ha combattuto le Crociate, il cavaliere Antonius Block e il suo scudiero tornano a casa pieni di dubbi e domande sul loro destino. Lungo il percorso si imbattono in una compagnia d’attori in un paese flagellato dalla peste.
Insieme al “Posto delle fragole” è il film più rappresentativo della cinematografia di Ingmar Bergman. In esso si ritrovano tutti i temi cari al regista svedese: il viaggio, qui presente non solo in senso fisico e letterale ma anche metaforico, attraverso la chiave di volta dell’esistenzialismo e nell’incombenza costante della Morte, antropomorfizzata nella figura pallida e funerea di Bengt Ekerot che ha fatto epoca, come la celeberrima partita a scacchi. La sintesi e lo spirito del film sta nella scena finale: una danza lugubre ma mai macabra, scandita con ritmo solenne e imperturbabile su un pentagramma in cui si alternano, a fedele riproduzione della vita, note liete e comiche (il fabbro geloso e la morte “finta” dell’attore) e pagine di disperata cupezza (l’incontro con la condannata al rogo). L’esatto opposto di un romanzo di formazione, un viaggio verso l’ignoto che giunge a compimento nell’ultima mezz’ora che ha molto a che spartire con la perfezione. Gran Premio della Giuria a Cannes.
Voto: 8-
Trivia
(Il titolo è una citazione dell’Apocalisse di San Giovanni Evangelista, 8,1)

non sono d’accordo. questo è il film che più si avvicina al 10 che io abbia mai visto
E qui ne approfitto per spiegare un po’ il criterio di assegnazione dei voti. Che è molto meno razionale e scientifico di quanto può sembrare: per farla breve, il 10 è circostanza che finora è riservata a soli due film (uno è già stato pubblicato, l’altro prima o poi lo sarà), e non perchè entrambi siano “più perfetti” degli altri. Posto che secondo me in arte la perfezione non esiste (altrimenti non si potrebbe mai superare, per bellezza e valore, un certo dipinto, o un certo film, o un certo romanzo; e penso che anche tu sia d’accordo, visto che hai scritto “che più si avvicina al 10″), i motivi per cui dò 10 a un film sono puramente emozionali e irrazionali. Dovendo azzardare un difficilissimo confronto tra i due film di Bergman presenti in questo blog, preferisco leggermente “Il posto delle fragole” (8) a “Il settimo sigillo” (8-), perchè (stabilito che sono due personaggi molto simili) mie è più facile immedesimarmi ed essere affettivamente vicino al medico piuttosto che al cavaliere crociato.
sono d’accordissimo sul fatto che dare voti ad opere d’arte è un meccanismo del tutto irrazionale e soprattutto personale. ogni opera è giusto che scateni sentimenti diversi e in misura diversa in persone diverse
P.S. quali sono i tuoi film da 10?
Sono due, uno lo trovi su questo blog (nella sezione “Anni 2000″, uno dei primi) e l’altro ancora no. Non mi va di svelare la seppur piccola sorpresa, al massimo mandami una mail e te li dico in privato.
no no, aspetto che lo pubblichi qui. un motivo in più per continuare a seguirti
Credo sia impossibile, a mio modesto parere fare un film che affronta il tema della morte al livello del settimo sigillo, la partita a scacchi e moltissimi dialoghi toccano vertici vertigioni E’ un film per certi versi insuperabile. La morte sconfigge l’uomo sul piano materiale ma questo film e’ diventato immortale.Che ironia….
Voto 10..Penso sia uno dei 3 o 4 film mai fatti che merita il mio personale massimo voto.