
Storia vera di Frank Serpico, giovane italo-americano di New York che realizza il suo sogno di diventare poliziotto, prima di appurare che il corpo è marcio e corrotto dalla testa ai piedi. Malvisto dai colleghi e ignorato dai superiori, si caccia nei pasticci per far affiorare la verità.
Uno dei film più rappresentativi – nel bene e nel male – del nuovo cinema americano degli anni ’70, che portò all’affermarsi di una nuova generazione di attori che non aveva più il bell’aspetto come requisito fondamentale (qui Al Pacino non è certo un adone) e al ribaltamento dei generi classici: se Peckinpah e Penn dissezionarono il western e il gangster-movie, la boa del genere poliziesco è “Il braccio violento della legge” di William Friedkin. Da questo momento in poi la concezione delle forze dell’ordine e della violenza urbana si fa meno rassicurante e più ambigua, e poliziotti e tutori della legge smettono di essere i cavalieri senza macchia e senza paura che erano stati fino a metà anni ’60. Pur muovendosi nei binari di una storia vera (oggi Frank Serpico è tornato a vivere in America, tiene conferenze sulla legalità e sull’etica e ha anche un sito Internet ufficiale), Lumet riprende senza molta inventiva gli stilemi del genere limitandosi ad una messa in scena corretta e piana, si fa da parte con una messa in scena volutamente degradata e lascia intelligentemente la scena ad un Al Pacino al primo ruolo da mattatore, dopo la controllatissima e stupefacente performance come Michael Corleone nel capitolo iniziale del Padrino.
Voto: 6,5
Trivia
(Il film fu girato al contrario. Al Pacino iniziò le riprese con barba e capelli lunghi e a poco a poco li tagliò, fino a raggiungere il taglio ordinato delle prime scene)

Un mito, per chi combatte la corruzione nel mondo della Polizia come in tante altre manifestazioni…perchè anch’io sono uno sbirro.E’ una vera realtà..ed il coraggio di lottare contro i suoi simili più pericolosi della malavita. Un grande…oggi bisogna fare anche così perchè di marciume ed appprofittatori ne esistono ancora..e non moriranno mai.
Questo film ha segnato la mia infanzia, lo spirito di combattività e lealta che fino alla fine hanno spinto Frank a non arrendersi mai innanzi alle difficoltà che ogni giorno gli si metteveno davanti è solo da ammirare. Oggi sono uno sbirro anche io… e vado avanti come faceva lui, seguendo i suoi principi di assoluta onestà e lealtà.
Combattere chi ti sta al tuo fianco e molto più diffiile di lottare contro la criminalità; Un criminale lo riconosci subito e lo affronti anche se a volte fa paura ma un un criminale vestito da poliziotto…..quello fa molta più paura.
Sono contenta di sapere che Frank Serpico nn è il solo poliziotto onesto. Se guardiamo al corpo di polizia anche oggi, c’è davvero poca differenza da quello che lui de nunciava allora.
In bocca al lupo per tutto quello in cui credi.
Shimaine