Sin City (Robert Rodriguez, 2005)


A Basin City detta Sin City la notte brulica di tormentati poliziotti, spregiudicate femmes fatales, pazzi assassini e donne in pericolo.
Dal genio di Frank Miller, e solo (molto) dopo dall’inventiva di Robert Rodriguez, indegno figlioccio di Tarantino, il primo esperimento di trasposizione di un fumetto dalla cellulosa alla celluloide mantenendo pedissequamente sia l’intreccio narrativo (che corrisponde nell’ordine alle storie “Un duro addio”, “Quel bastardo giallo” e “Un’abbuffata di morte”, più un accenno a “Il cliente ha sempre ragione” nell’incipit e nell’epilogo) che, soprattutto, la composizione dell’immagine, con tantissime inquadrature esattamente identiche ai loro corrispettivi riquadri cartacei. Al di là dei meriti del fumetto in sé – una delle più riuscite opere dark-noir del genere, dal respiro quasi cinematografico – si nota con fastidio, dietro la maniacale attenzione nel riprodurre il più fedelmente possibile i luoghi e i personaggi dell’universo milleriano, un che di vuota estetica modaiola, tendente al tarantinesimo senza mai neanche sfiorarlo. La traduzione in immagini in movimento meriterebbe qualcosa in più della semplice animazione dei mirabili disegni di Frank Miller, che pure ha benedetto l’intera operazione. Film da gustare a frammenti, in piccole dosi perché alla lunga può venire a noia; comunque la pensiate, eccezionali la fotografia e l’uso del colore. Tra le mille bellissime pupe Jessica Alba merita una citazione adorante.

Voto: 6+

Trivia
(Le spade usate da Miho sono le stesse usate da alcuni componenti della Crazy 88 Gang di “Kill Bill Volume 1″. Tarantino le aveva conservate nel suo garage)
(Per ricambiare il favore della colonna sonora di Kill Bill Volume 2, Quentin Tarantino ha diretto per la cifra simbolica di un dollaro la scena in cui Clive Owen è in macchina insieme a Benicio Del Toro)
(La musica su cui Jessica Alba danza nel film è diversa da quella che l’attrice stava realmente ascoltando quando la scena fu girata)
(Per motivi di chroma key, nella realtà il liquido di cui fu ricoperto Nick Stahl non era giallo ma blu)
(Nonostante appaia in tutti e tre gli episodi, Brittany Murphy ha girato tutte le sue scene in un giorno solo)

 

 

~ di cinemascope85 su 16 Aprile 2008.

2 Risposte to “Sin City (Robert Rodriguez, 2005)”

  1. Ogni volta sviluppo seccanti forme di congiuntivite quando mi accosto ad emerite porcate come questa. Per due fondamentali motivi: messaggio nullo ed istrionismo ipertrofico.
    Punto uno: come già asserito in passato Rodriguez e Tarantino per me pari sono… la mancanza di contenuti produce il vuoto spinto nella testa di chi guarda (e quando l’offerta è magra la domanda di una buona fetta degli astanti ad essa si conforma, un po’ come accade con la televisione pubblica in Italia; e per compassione di chi legge non mi dilungo sui nessi peraltro marchiani coi recenti avvenimenti che popolano le prime pagine dei giornali).
    Punto due:qualora se ne avvertisse ancora la necessità l’uso pubblicitario del sangue in Sin City è del tutto smascherato per confronto con l’utilità della cruenta dovizia di particolari dell’ultimo film dei Coen.

    D’altronde mi affascina sempre trovare qui una tale pluralità di generi stili fatti ecc. Non è da tutti trangugiare da Kieslowski a M. Moore passando per Ferreri.

  2. Posto che i film vanno visti tutti e c’è del buono in quasi tutti, è evidente che per film del genere va eseguita una netta distinzione tra forma e contenuto. Ora: in “Sin City” la forma è sensazionale, ogni fotogramma riproduce alla perfezione (provateci voi a farlo) l’arte grafica di Miller, senza farle perdere l’anima del fumetto. Il contenuto, va da sé, è anch’esso quello di un fumetto, e ha senso solo se rimane confinato al fumetto; portato sullo schermo così com’è rivela tutto il suo fiato corto, risultando simile a quei vecchissimi programmi della RAI anni ‘70 dove sullo schermo scorrevano le strisce delle Sturmtruppen lette da una voce fuori campo. Non a caso il film è rimpinzato di divi e divetti per rendere il tutto più sopportabile.

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