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Sabina, irrequieta doppiatrice, scopre di essere incinta; scappa dall’Italia e dal marito per andare in America da suo fratello, a cui rivela la notizia. Lui le svela che da piccola il padre aveva abusato di loro. Intanto il marito la tradisce.
Alla non comune media di uno sbadiglio ogni dodici minuti, si dipana il drammone dell’ennesima donna forte del cinema italiano (incidentalmente, quasi sempre l’attrice è Giovanna Mezzogiorno, come nell’Ultimo Bacio tradita mentre incinta). A raccontare la pochezza di quest’ultimo lustro, basterebbe scorrere i titoli: La bestia nel cuore, Il cuore altrove, Aprimi il cuore, Cuore sacro, Un viaggio chiamato amore, L’amore ritrovato, L’amore ritorna, Manuale d’amore, Primo amore, La parola amore esiste (anvedi). Non sappiamo parlare d’altro. Non sa certamente farlo Cristina Comencini, che vira al drammatico al suo ottavo film (il secondo con la parola “cuore” nel titolo), ma di drammatico c’è più che altro la sceneggiatura da mani nei capelli. Non c’è niente di sbagliato nel mettere tanta carne al fuoco in un film: soltanto, bisognerebbe decidere quali argomenti trattare più a fondo e quali altri no, invece di infilare tutto nel frullatore. Qui vi troviamo: incesto, infedeltà coniugale, pedofilia, crisi di coppia, omosessualità, maternità, rapporto genitori-figli. Proprio così, a casaccio. C’è pure una paradossale digressione sull’attore di teatro costretto a fare le fiction per vivere, il tutto raccontato in un linguaggio para-televisivo della peggior specie. Il finale sbraca citando spudoratamente “The Hours”. Giovanna Mezzogiorno rispolvera il vecchio catalogo delle espressioni angosciate-contrite-addolorate-straziate (dalla sofferenza, dalle doglie, dal caldo, dal copione); Alessio Boni sta esaurendo in fretta il credito accumulato per “La meglio gioventù”; si salvano dal naufragio Stefania Rocca, che almeno si applica, e la coppia Finocchiaro-Battiston, che meriterebbero miglior assistenza dei dialoghi. Regia anonima. Fa specie che sia stato addirittura candidato a quell’Oscar che aveva snobbato in passato Moretti, Giordana e Salvatores; che abbia ragione chi va dicendo da anni dell’inutilità della famosa statuetta?

Voto: 4

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