se-mi-lasci-ti-cancello.jpg
Joel, appena lasciatosi con Clementine, scopre che lei si è sottoposta ad un intervento per cancellarselo letteralmente dalla mente. Decide perciò di fare lo stesso con lei, ma qualcosa non va per il verso giusto…
E’ un film bellissimo, “Eternal sunshine of the spotless mind” (un verso di Pope), penalizzato da un infame titolo italiano che servirà a radunare qualche coppia in più di adolescenti, ma non rende giustizia ad uno dei film più intelligenti degli ultimi anni. La mano è come sempre del grande Charlie Kaufman, che riparte dal cerebrale e un po’ troppo ricercato script de “Il ladro di orchidee” per scriverne un altro splendido, di tortuosa e lynchiana visionarietà, delicato e profondo. L’amore fa male ma non possiamo farne a meno, anche a costo di commettere sempre gli stessi sbagli, all’infinito. Inconscia ma mai incosciente, l’opera di Kaufman dà il meglio di sé con il lungo viaggio di Joel nella propria mente, mentre all’esterno stanno tentando di fargli il lavaggio del cervello: prima incredulo, poi curioso, quindi contrario, Joel sfugge ai dottori e (forse) riesce a salvare un pezzettino di Clementine: salvataggio di cui probabilmente non si rende neanche conto, ma che servirà a ripartire dal giorno dopo. Grandissima regia di Michel Gondry, illustre passato da direttore di videoclip, abile giocoliere della dimensione temporale che qui imprime tocchi pittorici surrealisti grazie ad un sapiente uso degli effetti speciali. Si noti lo squallore dell’ambulatorio adibito a clinica della mente, lontano dal lusso leccato della “Life Extension” di Vanilla Sky. Attori tutti bravi, con una menzione speciale per Jim Carrey, bravissimo come al solito in quei ruoli drammatici che Hollywood, chissà perchè, stenta ancora a dargli. Troppo sofisticato e acuto per sperare in qualche Oscar.

Voto: 7,5

Trivia
(Tutte le scene in treno sono state girate realmente su un treno in movimento)
(I titoli di testa appaiono soltanto dopo 18 minuti dall’inizio del film)
(Il personaggio di Kirsten Dunst appare nei titoli di coda soltanto con il nome, Mary; ma il suo nome completo appare nella scena nella clinica sul banco della reception, ed è Mary Svevo, omaggio a Italo Svevo e al suo famoso rapporto epistolare con Sigmund Freud)
(Dalla versione finale del film è stata eliminata una scena in cui Joel (Jim Carrey) passava di nuovo la notte insieme alla sua ex-fidanzata Naomi)
(Nella sceneggiatura originale di Charlie Kaufman c’è un riferimento all’album di Tom Waits “Rain Dogs”, poi eliminato in fase di produzione; quando Stan (Mark Ruffalo) inizia a cancellare tutti i ricordi di Joel, si vede per un attimo la copertina di quest’album)
(La scena in cui Joel si volta indietro e non trova più Clementine (Kate Winslet) è stata totalmente improvvisata. Jim Carrey non sapeva realmente che Kate Winslet stava per scomparire, e la sua reazione quando si volta e non la trova più è realmente quella di un uomo disorientato; in questa scena manca l’audio, ma è comunque possibile leggere il labiale di Jim Carrey che dice “Kate?”)
(Una scena di sesso tra Mark Ruffalo e Kirsten Dunst è stata tagliata perché troppo lunga)
(Nel dialogo in treno tra Joel e Clementine, la musica smette di suonare ogni volta che i due tacciono. Inizialmente era previsto l’esatto contrario, ma Kaufman suggerì questa soluzione)
(Nel film, al contrario di quanto potrebbe sembrare, sono stati usati pochissimi effetti digitali. Ad esempio: nella scena in cui Joel visita la sua mente e vede sé stesso con giacca e cappello, non è stato alcun trucchetto per “sdoppiare” l’immagine di Jim Carrey. Era lo stesso Carrey a togliersi e rimettersi giacca e cappello quando non veniva inquadrato, dando l’impressione che ce ne fossero due)

Annunci