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Un giardiniere scemo, analfabeta e tele-dipendente, che non è mai uscito fuori di casa in tutta la sua vita, si trova costretto ad abbandonarla quando il suo vecchio padrone muore. Viene raccolto per caso da una ricca signora, moglie di un magnate della finanza, del quale diventa in breve inconsapevole consigliere.
Delicatissimo eppure incisivo come raramente si è visto, il compassato “Oltre il giardino” ha una verve sotterranea che diventa addirittura travolgente nel pre-finale, quando si racconta dell’irresistibile ascesa del signor Giardiniere fino ai piani alti della società americana, fino alla candidatura alla Casa Bianca. E’ lo specchio surreale di un’America – di un mondo – che forse doveva ancora mostrare il suo peggio, ma qualcuno l’aveva già intuito: una società istupidita dalla tv che crede ciecamente al primo che passa, sia esso anche il più ignorante e gretto degli uomini. Peter Sellers è sommo, costantemente in equilibrio tra il tenerissimo e l’irritante; Shirley MacLaine a briglia corta, Melvyn Douglas fu premiato con un Oscar che vale anche per la carriera. Curiosi i titoli di coda, con Sellers che scoppia a ridere mentre stanno girando una scena in cui è steso sul lettino.

Voto: 7+

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