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Un burattinaio squattrinato scopre per caso un passaggio segreto dal quale è possibile transitare, per 15 minuti, nella testa del celebre attore John Malkovich.
Esordio alla regia di Spike Jonze, acclamato regista di videoclip (da citare almeno “Buddy Holly” dei Weezer, “Sabotage” dei Beastie Boys e soprattutto “Praise you” di Fat Boy Slim). Una delle più brillanti e intelligenti opere prime di tutti i tempi, merito di una sceneggiatura (ad opera di Charlie Kaufman) che andrebbe presa, messa in una teca ed esposta al pubblico. Era probabilmente dai tempi di “Quarto potere” di Orson Welles che nessun debuttante aveva il coraggio di mirare tanto in alto, per complessità e ricchezza di temi e lucidità espositiva. L’idea di base, già di per sé fortissima e capace di reggere da sola la prima parte del film, viene sviluppata senza la minima incertezza, anzi aumentando la profondità della storia e complicando l’intreccio della trama senza avere giramenti di testa. Il finale, mirabile, riannoda tutti i fili. A una prima parte da commedia, molto divertente (strepitosa la sequenza del colloquio di lavoro), segue l’allucinato e tipicamente kaufmaniano (lo scopriremo poi) viaggio nella metafisica e nel surreale, che culmina nella memorabile scena in cui John Malkovich entra nel proprio cervello. La necessaria spiegazione, nient’affatto banale, è fornita con la calma e la chiarezza di chi sa di avere in mano carte pesanti. S’è detto di Kaufman, ma meritano applausi anche Jonze e l’intero cast, perfetto: su tutti, ovviamente, un Malkovich che, oltre alla grande prova di autoironia, dimostra di essere anche un eccellente attore da commedia. Insieme a “Pulp Fiction”, la più grande rivelazione degli anni ’90.

Voto: 8

Trivia
(Il nome completo di John Malkovich é John Gavin Malkovich; e non John Horatio Malkovich, come nel film)
(Quando Craig entra nella testa di Malkovich per poi fare sesso con Maxine, Malkovich si trova a teatro e sta recitando il “Riccardo III” di Shakespeare)
(Quando Craig è nell’ascensore e la donna di colore che è con lui pronuncia la frase “Settimo piano e mezzo, eh?”, dall’inizio del film sono passati sette minuti e trenta secondi)
(Tra i nomi che Craig dice per indovinare il nome di Maxine, c’è anche Emily; alla fine del film, Emily è il nome che Maxine ha dato a sua figlia)
(Dopo averla scritta, Charlie Kaufman mandò la sceneggiatura a Francis Ford Coppola; gli piacque molto e la consegnò a suo genero Spike Jonze)
(Prima di questo film, John Malkovich non ha mai interpretato il ruolo di un ladro di gioielli, nonostante glielo dicano in molti. Lo farà invece dopo, nel film “Johnny English”, 2003)
(Nella sceneggiatura originale, nel ruolo dell’amico famoso di Malkovich al posto di Charlie Sheen c’era Kevin Bacon)

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