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Chicago, 1929: Jerry e Joe, contrabbassista e sassofonista di un’orchestrina jazz, sono testimoni involontari di un regolamento di conti tra mafiosi e rischiano la vita. Si travestono da donne ed entrano in un’orchestra femminile che fa tappa in un lussuoso albergo a Miami.
Straimitato e pluricitato, è probabilmente la commedia più famosa della storia del cinema; sicuramente la prima a portare nella puritanissima Hollywood temi ancora tabù negli anni ’50 come il travestitismo, l’identità sessuale e persino l’impotenza. Ritmo scatenato dall’inizio alla fine, e il celeberrimo epitaffio del vecchio Joe E. Brown, “Nobody’s perfect”. Straordinario successo che non ha perso un’oncia di smalto a distanza di cinquant’anni. Marylin deliziosa, e leggendaria quando canta “I wanna be loved by you”; Tony Curtis e Jack Lemmon perfetti, con una leggera preferenza per quest’ultimo. Tra le tante curiosità, le sempre strambe traduzioni in italiano che all’epoca si facevano per i nomi dei personaggi: il personaggio di Sugar Kane Kowalczyk diventa Zucchero Kandinski. Insolitamente audace (per l’epoca) una delle battute finali nel dialogo tra Jack Lemmon vestito da donna e il vecchio Osgood: “Non potrei mai indossare l’abito di tua madre!” “Basta un semplice taglio di forbice!” “Speriamo di no”.

Voto: 8

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