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Il modesto manager Danny Rose ha un asso nella manica: un cantante italo-americano che può sfondare e fargli fare il salto di qualità. Ma le cose non andranno come sperava.
Danny Rose è uno dei grandi personaggi dell’intero universo alleniano: logorroico, frustrato, ironico, idealista. E’ lui l’assoluto protagonista di questo piccolo film (grazie anche ad una delle migliori interpretazioni in assoluto di Allen) dedicato al misconosciuto mondo degli impresari, che racconta con garbo e ironia le tante vicende umane di una categoria che sta molto a cuore al regista. La bellezza del personaggio mette in secondo piano una sceneggiatura non così perfetta, con qualche pecca nel tratteggio dei due caratteri minori. Ma i registi alle prime armi, con pochi soldi e non molte idee, lo imparino a memoria. Cameo del grande comico Milton Berle.

Voto: 6,5

Trivia
(Inizialmente Woody Allen aveva offerto il ruolo di Nick Apollo Forte a Sylvester Stallone)
(Mia Farrow indossa gli occhiali da sole per tutto il film perché secondo Woody Allen la rendevano più misteriosa e sfuggente, poichè nascondeva gli occhi)

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