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Chris Wilton, irlandese tennista fallito, si fa assumere come istruttore in un circolo della upper class londinese, dove fa la conoscenza di Tom (fidanzato con Nola, attricetta americana) e Chloe Hewitt, figli di un importante uomo d’affari. Chris sposa Chloe ed entra nelle grazie del suocero, ma inizia a bruciare di passione per Nola.
Mancano New York e il jazz, ma non c’è dubbio che “Match Point” sia un film profondamente alleniano. A tratti si respira aria di déjà-vu: ad esempio il dialogo finale tra Chris e le sue vittime, più che quello tra Banco e Macbeth, riecheggia quello tra Martin Landau e Woody Allen in “Crimini e misfatti”. Di buono ci sono però molte cose: prima fra tutte, che Allen abbia finalmente la consapevolezza che, per tornare a fare grandi film, è necessario che tolga di mezzo se stesso e tutti quei personaggi ormai improponibili a 70 anni. Ma, ovviamente, non è solo questo: la trasferta londinese è servita per ritrovare l’antica vena in fase di sceneggiatura, con dialoghi e monologhi puntuti (come l’incipit, semplice ma dritto al colpo) e soprattutto una trama di ferro, sospesa tra Hitchcock e Dostoevskij. L’inizio è lento, zoppicante, con passi malriusciti (il primo incontro tra Chris e Nola), poi è un impetuoso crescendo rossiniano (anzi, verdiano). Il belloccio Jonathan Rhys-Meyers viene sovrastato da una Scarlett Johansson in forma smagliante. La morale, per quanto lieta sia la fine, è radicalmente pessimista: non c’è nessun disegno nè altro, siamo pedine mosse dal Caso a suo piacimento. E non è neanche detto che un nastro a favore sia la nostra salvezza.

Voto: 7+

Trivia
(E’ il primo film di Woody Allen ad essere totalmente ambientato in Inghilterra)
(E’ il più lungo film di Woody Allen, 2h04′)
(All’inizio il ruolo di Nola doveva essere di Kate Winslet, che ha poi rifiutato perchè voleva stare vicino alla sua famiglia in America. Ritenendo di avere una quota di attori inglesi sufficiente, Allen ha scelto l’americana Scarlett Johansson)
(Dopo 19 anni Woody Allen torna a fare un film che in America ha incassato più di quanto è stato speso per realizzarlo. L’ultimo era “Hannah e le sue sorelle”, 1986)