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Lo strano del dottor Henry Jekyll e del signor Edard Hyde, dalla prospettiva di Mary Reilly, timida cameriera segretamente innamorata del primo e ignara della sua malattia.
Da un romanzo di Valerie Martin (“La governante del dottor Jekyll”). Nove anni dopo, Frears ancora alle prese con una relazione pericolosa. Stavolta però la sceneggiatura (di Christopher Hampton, in futuro mediocre regista) non lo aiuta, piena com’è di buchi e incongruenze specialmente nel personaggio (che dovrebbe essere) protagonista, almeno a detta del titolo: la cameriera Mary. Frears, maestro dell’understatement, ha spesso sottostimato la propria carriera di regista reputandosi semplicemente un uomo fortunato, che ha ricevuto le sceneggiature giuste: stavolta però il concetto si ribalta, ed è lui a valorizzare un film che, come si dice in questi casi, ha un difetto nel manico. Sopperisce agli errori di Hampton con classe e mestiere, puntando sul gioco di sguardi e sul non detto, inventando dal nulla intere sequenze. Nonostante la fotografia algida e il pallore degli attori, i toni sono caldi, sensuali, quasi eccitati. Julia Roberts non è proprio una scelta azzeccata per quel ruolo, ma tutto sommato non fa danni; Malkovich è magnifico, mattatore e istrione, una delizia, un grande attore.

Voto: 6,5

Trivia
(Questo film doveva essere diretto da Tim Burton, che però gli preferì “Ed Wood” una volta ricevuta la sceneggiatura)