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Palma d’Oro a Cannes. Nella festaiola e lussureggiante Roma by night dei primi anni ’60, si muove perfettamente a suo agio Marcello, giornalista e aspirante scrittore, che intrattiene relazioni amorose senza impegno con numerose donne dello spettacolo e dell’alta società. Ma i sogni, come si dice, muoiono all’alba.
Uno dei più grandi successi del cinema italiano nel mondo, che coniò parole come “dolcevita” e “paparazzo”. Consacrò Roma anche se il ritratto che ne fa Fellini non è certo lusinghiero, specie per quanto riguarda i suoi abitanti. Aiutato sullo schermo dal suo alter ego Mastroianni, attore straordinario, Fellini proietta sulla capitale i suoi incubi, fantasmi, sogni ricorrenti, la sua sfrenata immaginazione e il suo innato senso del grottesco, come nella geniale scena dei due bambini che hanno visto la Madonna. La notte è ingannatrice e tutto fa, fuorchè portare consiglio: al mattino l’ebbrezza passa, l’eccitazione svanisce e la realtà riappare nella sua normale mediocrità. C’è chi non sopporta e la fa finita, c’è chi, ed è il caso del protagonista, si para dietro il suo sorriso disincantato e vola via, aspettando il tramonto. Dura quasi tre ore, ma tra una lungaggine e l’altra sono tanti i momenti memorabili, non solo la scena della fontana di Trevi. La Chiesa lo bocciò senza appello. Cammeo di un giovanissimo Adriano Celentano.

Voto: 8

Trivia
(Dino De Laurentiis abbandonò il progetto quando Fellini si rifiutò di dare la parte del protagonista a Paul Newman)
(La scena della fontana di Trevi fu girata a marzo, quando la notte faceva ancora freddo; ciononostante, Anita Ekberg non ebbe alcun problema a rimanere ore nell’acqua gelida. Mastroianni, invece, dovette prima bersi un’intera bottiglia di vodka; così che girò la scena completamente ubriaco)
(Come tutti sanno, a questo film si deve il termine “paparazzo”. Nel film, Paparazzo è il cognome di un fotografo amico di Mastroianni)
(Molto dura fu la reazione della Chiesa e del Vaticano. All’epoca del film comparve su un giornale anche un articolo intitolato “La schifosa vita”; si sussurra che l’autore fosse Oscar Luigi Scalfaro)
(Il film uscì in Spagna solo nel 1981, quando fu dissequestrato)