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Nell’America del secondo mandato Clinton, Ellie Harroway, scienziata e atea, capta nel suo laboratorio in Messico alcuni segnali provenienti da Vega, che, dopo attenta analisi, risultano essere un inequivocabile tentativo di comunicare con i terrestri.
Tre anni dopo i soldi e la gloria ottenuti con “Forrest Gump”, Robert Zemeckis prova ad alzare ancora il tiro, ripercorrendo le tracce del maestro Spielberg, ma con più -scienza e meno fanta- di “Incontri ravvicinati del terzo tipo”. Gli extraterrestri: tema affascinante quanto difficile da trattare senza scivolare nel ridicolo o nel retorico. Pagando lo scotto di un evidente e dovuto omaggio al Kubrick di 2001 nella scena del salto spazio-temporale, comunque di prodigiosa efficacia grazie a degli straordinari effetti speciali, il film percorre la propria strada e non rinuncia a inserire nuovi elementi nella storia del genere: il fattore-Dio e l’integralismo religioso. I difetti di “Contact” sono nel troppo abbondare, nell’affastellare tanti elementi di discussione senza approfondirli lungo le due ore e mezza (che comunque non pesano per nulla); Vega sembra Miami Beach, Matthew McConaughey non è proprio credibilissimo come reverendo innamorato, James Woods è al centesimo ruolo di cattivo. Film “democratic” al 100%, e forse per questo maltrattato dall’Academy, che notoriamente tende a destra. Ma Jodie Foster è luminosa e il suo entusiasmo contagia tutti quelli che, quando le luci si spengono, hanno forse ragione ad osservare che, in un universo così grande, la presenza della sola civiltà terrestre sarebbe uno spreco di spazio.

Voto: 7+

Trivia
(Nella sequenza iniziale si sentono 28 frammenti di canzoni famose (tra cui “Nel blu dipinto di blu” di Modugno) e discorsi e frasi celebri, tra cui l’annuncio dell’assassinio di Kennedy o il discorso d’apertura di Adolf Hitler alle Olimpiadi di Berlino 1936)
(Nella scena finale sulla spiaggia di Pensacola, i tecnici degli effetti speciali hanno messo di proposito immagini “irreali”, come le onde che si muovono al contrario, le ombre che cambiano inspiegabilmente da un’inquadratura all’altra, la spiaggia illuminata col cielo senza sole)
(Jena Malone, l’attrice che interpreta Ellie Harroway da piccola, ha in realtà gli occhi marroni; furono trasformati in occhi celesti al computer, per consentire lo zoom e l’aggancio con gli occhi celesti di Jodie Foster)
(Una conferenza stampa di Bill Clinton fu presa, rimontata e modificata digitalmente; questo creò un piccolo contenzioso con la CNN, che pochi anni dopo vietò di usare il proprio logo nei film)

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