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Un eccentrico romanziere di gialli invita nella sua lussuosa casa, per conoscerlo meglio, il nuovo compagno della moglie dalla quale sta divorziando. Imprevisti sviluppi.
Titolo italiano idiota (quello originale è “Sleuth”, che vuol dire “segugio”, “detective”) per una delle opere più straordinarie e misconosciute degli anni ’70: gli storiografi del decennio dell’esplosione di Scorsese, della consacrazione di Kubrick e dei primi due capitoli del Padrino sembrano essersi dimenticati di questo film, l’ultimo capolavoro di quel grande regista che è stato Joseph Leo Mankiewicz. Tratto dalla piéce teatrale di Tony Shaffer, sontuosamente adattata per il cinema, è un caso più unico che raro di lungometraggio di finzione che si regge per 130 minuti soltanto sulle robuste spalle di due sensazionali attori, aiutati ovviamente dallo stile classico e impeccabile del regista e dalla conturbante scenografia di Peter Lamont e John Jarvis. Crudelissimo gioco di ruolo frutto di una società malata, che rincorrendo il sesso e il denaro ha smarrito il significato di concetti come la dignità e l’onore; dietro l’elegantissima patina degli abiti firmati, dei giocattoli e delle battute sarcastiche vi è un pessimismo senza fondo. Un concerto di due ore e dieci organizzato con sapienza in tre movimenti, senza una nota stonata, un tasto falso, una macchia d’inchiostro. Caine (qui probabilmente alla sua prova migliore) e Olivier fanno sfoggio del loro smisurato talento cambiando faccia e registro in uno schioccar di dita: match pari. Per privare dell’Oscar uno dei due ci sarebbe voluto un mostro, o don Vito Corleone.

Voto: 8

Trivia
(Il ritratto di Margherita Wyke è ispirato all’attrice Joanne Woodward)
(John Addison fu candidato all’Oscar per le musiche del film, sostituendo Nino Rota per “Il Padrino” quando si scoprì che le musiche di questo film non erano originali)
(La risata proveniente dal pupazzo Jack Bolina è quella, autentica, di Laurence Olivier)
(La frase “you’re just a jumped-up pantry boy who doesn’t know his place”, detta da Olivier a Caine, è ripetuta quasi esattamente nella canzone “This Charming Man” degli Smiths)
(E’ uno degli unici due film in cui l’intero cast fu nominato agli Oscar; l’altro è “Give ‘em hell, Harry!” (1975), di fatto un one-man-show con James Whitmore nei panni dell’ex presidente degli USA Harry Truman)