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A Keith Frazier, detective di secondo piano, è affidata la trattativa con una banda di rapinatori che ha preso in ostaggio 50 persone, tra dipendenti e clienti, di una delle più importanti banche di New York.
Spike Lee, da qualche anno a questa parte, ama le sorprese: dopo la meravigliosa “25a ora”, così splendida e così lontana dai suoi parametri di cinema, si tuffa addirittura nel più puro cinema di genere, regalandosi (e regalandoci) un poliziesco di cristallina perfezione, neanche fosse il più consumato dei William Friedkin. Tutto a posto: la sapienza della regia, che alterna movimenti di macchina e piani sequenza d’artista al montaggio più classico; gli echi noir della sceneggiatura, tra scomposizioni cronologiche e rimandi espliciti (la scena finale con Denzel Washington col cappellone non può non far pensare a Bogey); gli sprazzi d’umorismo, insolito per un poliziesco ma mai fuori posto. Nonostante la sceneggiatura sia ingarbugliata, è uno dei pochi action-thriller degli ultimi anni che salgono di tono col passare dei minuti, invece che sprecare una buona idea di partenza (cfr. “In linea con l’assassino”, per esempio): anzi, la rapina in banca è un filone neanche tanto originale, dal Pomeriggio di un giorno da cani (citato espressamente nel film) in giù. E’ evidente che a Spike Lee interessi relativamente la vicenda in sé, preferendo concentrarsi sui suoi chiodi fissi: la paura dello straniero, la NY multietnica, le sfumature dei personaggi e dei caratteri. Gli dà una mano un Denzel Washington eccellente (si conferma il miglior attore nero della storia), ormai il suo Mastroianni; si rivede con piacere una Jodie Foster molto più appetitosa che quindici anni fa. Altri appunti: Willem Dafoe è diventato il sosia di Gianni Morandi; è probabilmente il primo film della storia del cinema in cui viene pronunciata la parola “Amazon”.

Voto: 7,5

Trivia
(Girato soltanto in 39 giorni)
(Il quadro nell’ufficio di Arthur Case è “I giocatori di carte” di Paul Cézanne)
(Due citazioni di “Fa’ la cosa giusta”: la pizza portata agli ostaggi viene dalla “Sal’s Pizzeria” e nel finale Denzel Washington cita una frase del film)
(Ci sono due attori di “Quel pomeriggio di un giorno da cani” e hanno lo stesso ruolo: Marcia Jean Kurtz si chiama Miriam in entrambi i film; e Lionel Pina in entrambi i film ordina una pizza)
(Alla fine del film, la compagna di Denzel Washington sta leggendo i “Gotham Diaries”, un romanzo scritto da vari autori tra cui Tonya Lewis Lee, moglie di Spike Lee

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