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Vienna, anni ’40: uno scrittore americano arriva in città per rivedere Harry Lime, il suo migliore amico che non vede da prima della guerra. Pochi minuti prima del loro incontro, però, Lime viene investito da un’auto e muore.
Uno dei massimi capolavori di tutti i tempi. La regia porta la firma di Carol Reed, ma sarebbe più giusto attribuire questo film a Orson Welles, che otto anni dopo la rivoluzione di “Quarto potere” (del quale “Il terzo uomo” è forse addirittura superiore) ne curò i dialoghi e diede utili suggerimenti di regia. Ha il grande merito di non adagiarsi sulla straordinaria sceneggiatura di un monumento come Graham Greene, ma di svilupparla ulteriormente con invenzioni registiche che sgorgano in continuazione (la ruota panoramica, il bambino, il venditore di palloncini). Noir che ha fatto scuola per l’ambiguità dell’intreccio, dei personaggi e dell’ambientazione stessa, una Vienna divisa in quattro che è lo scenario perfetto per un intrigo internazionale. D’altronde è la storia del film: regista britannico, attrice italiana, fortemente influenzato dall’espressionismo tedesco, del quale ricalca le inquadrature oblique e dal basso, ha però tutta la solidità e il piacere di raccontare una storia del grande cinema americano, che ha a sua volta attinto in seguito alla fonte con decine di citazioni (la più recente la si può apprezzare in una delle sequenze conclusive di “The Departed”, omaggio alla memorabile scena finale). Celeberrime le musiche al sitar di Anton Karas, e una storica sentenza di Orson Welles: “In Italia, sotto i Borgia, per trent’anni hanno avuto guerre terrore, assassinii, massacri: e hanno prodotto Michelangelo, Leonardo da Vinci e il Rinascimento. In Svizzera, hanno avuto amore fraterno, cinquecento anni di pace e democrazia, e cos’hanno prodotto? Gli orologi a cucù”.

Voto: 8+

Trivia
(Orson Welles abbandonò il set prima della fine delle riprese della scena nelle fogne; le mani che stringono la grata di ferro sono in realtà quelle di Carol Reed)
(I sotterranei nei quali si conclude il film si trovano realmente a Vienna, e di tanto in tanto ospitano delle mostre per celebrare il film e i suoi personaggi)