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A Manhattan due coniugi non più giovani sospettano che il loro vicino di casa abbia ucciso l’anziana moglie per scappare con l’amante.
I suoi detrattori avevano iniziato ad accusarlo già dai primi anni ’90: Woody Allen fa sempre lo stesso film. E in fondo, dietro la scorza del giallo investigativo, non avevano torto: in “Misterioso omicidio a Manhattan” ritroviamo le nevrosi di coppia di “Annie Hall”, le crisi di mezza età di “Hannah e le sue sorelle”, gli omaggi jazz alla Grande Mela di “Manhattan” e Dio sa cos’altro. Ciò non toglie che il risultato sia comunque gradevolissimo e molto riuscito: gli scatenati battibecchi tra Keaton-Allen (qui in veste di co-sceneggiatore insieme a Marshall Brickman) fanno da traino a una sceneggiatura un po’ verbosa e non esente da lungaggini che rispecchiano, forse, il difficile momento privato che Allen stava attraversando all’epoca (fresco di traumatica rottura con Mia Farrow). Ritmo comunque sostenuto e infallibile nel finale, in cui i nodi vengono al pettine con abilità da maestro, con incorporato l’omaggio, affettuoso e visionario insieme, a “La signora di Shanghai” di Welles. Diane Keaton in grande spolvero, ma è perfetto anche Alan Alda in un ruolo assai affine a quello che, otto anni prima, aveva portato all’Oscar Michael Caine.

Voto: 7

Trivia
(Il ruolo di protagonista femminile doveva essere di Mia Farrow, ma dopo la separazione con Woody Allen fu dato a Diane Keaton)
(In “Io e Annie” doveva esserci una sotto-storia in cui si parlava di un misterioso omicidio, ma Woody Allen decise poi di eliminare questo sub-plot, che fu riutilizzato per questo film)

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