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Inviato a Las Vegas per scrivere un pezzo su una corsa motociclistica, un giornalista sportivo si imbarca insieme al suo avvocato in una sfrenata tre giorni in cui assumere ogni tipo di droga esistente sulla faccia della Terra (e non solo).
Dal quasi omonimo romanzo di Hunter S. Thompson “Paura e disgusto a Las Vegas”. La prima escursione di Terry Gilliam fuori dai binari del fantastico e dell’onirico si rivela un parziale insuccesso: lo spiccato talento visivo, quasi da disegnatore, del regista gli fa perdere troppo tempo dietro ai ritratti (comunque notevoli) delle allucinazioni di Duke e Gonzo, togliendo molto spazio e riducendo a macchiette i personaggi di contorno (dal timido hippy autostoppista alla giornalista in ascensore), che invece potevano rappresentare un’interessante testimonianza dell’epoca, controcanto ai deliri degli ingiudicabili Depp-Del Toro. Rimane il viaggio in auto, discreto, con alcune pagine che lasciano il segno; più di un riferimento a uno dei capisaldi dell’acid road-movie, “Natural Born Killers” di Oliver Stone. Gilliam raggiunge comunque la sufficienza per il coraggio dimostrato nel sobbarcarsi un’impresa simile, tradurre in immagini uno dei romanzi più complicati, impegnativi e schizofrenici della letteratura contemporanea. Comunque, come si dice in questi casi, meglio il libro. Brevi apparizioni per Tobey Maguire, Cameron Diaz e Christina Ricci.

Voto: 6

Trivia
(Lo scrittore Hunter S. Thompson, autore del romanzo da cui è tratto questo film, è tra gli spettatori durante il concerto dei Jefferson Airplane)
(L’ “andrenichrome” che Duke assume verso la fine del film e gli provoca fortissime allucinazioni è una droga che non esiste in natura, e fu inventata da Hunter S. Thompson. Evidente, comunque, il riferimento all’adrenocromo, un composto ossidato dell’adrenalina che dà più o meno gli stessi effetti dell’andrenichrome)
(Si parlava di trarre un film dal romanzo già dagli anni ’80: tra le coppie a cui si era pensato per far interpretare Duke e Gonzo, anche Jack Nicholson-Marlon Brando e Dan Aykroyd-John Belushi. Fu lo stesso Thompson a scegliere Johnny Depp dopo averlo conosciuto, scartando quello che sembrava essere l’attore prescelto, John Cusack)
(Fu lo stesso Hunter S. Thompson, nella cucina di casa sua, a radere il cranio di Johnny Depp. Molti vestiti indossati nel film da Depp erano realmente appartenuti a Thompson negli anni ’70)
(Nel libro Thompson ascolta anche “Sympathy for the Devil” dei Rolling Stones, ma i diritti d’autore di questa canzone erano troppo cari)
(In una scena all’inizio del film, quando Duke inizia a vedere i pipistrelli, sullo sfondo è possibile vedere un cactus dalla strana forma. Questo cactus torna più volte all’interno del film, in varie scene)
(La scena in cui Duke chiama il suo avvocato da Baker fu in parte girata al contrario)

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