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Un pregiudicato, trasferito in una clinica psichiatrica, getta lo scompiglio tra i malati e gli infermieri attirandosi le simpatie dei suoi “colleghi” l’odio della tirannica infermiera.
Volare sul nido del cuculo = in gergo, andare in manicomio. Secondo lavoro americano di Milos Forman, tratto da un romanzo di Ken Kesey (che in seguito disconobbe il film: il protagonista del suo libro era il capo indiano), i cui diritti furono acquistati da Kirk Douglas prima che fosse suo figlio Michael, ancora giovanissimo, a produrci un film. In un periodo in cui il dibattito sui manicomi era molto acceso (anche in Italia, la legge Basaglia è del 1978), è probabilmente il film “di matti” più riuscito e famoso, in cui l’inevitabile componente comica della vicenda viene comunque affrontata in modo adulto, tenero e rispettoso, per sfociare infine in un finale memorabile che è uno dei più potenti gridi di libertà e ribellione mai visti al cinema. Il primo di tanti ruoli da strepitoso mattocchio istrione per Jack Nicholson, premiato col suo primo Oscar al pari della legnosa, fredda e odiosa Louise Fletcher; nel resto del cast ci sono anche Danny De Vito, Christopher Lloyd (il Doc di “Ritorno al futuro”) e il guardiano notturno Scatman Crothers, il nero di “Shining”. E’ uno dei tre film della storia che hanno vinto tutti e cinque gli Oscar principali: film, regia, sceneggiatura, attore e attrice protagonista (il primo fu “Accadde una notte”, l’ultimo “Il silenzio degli innocenti”).

Voto: 8=

Trivia
(L’indiano Will Sampson era un ranger in un parco dell’Oregon; fu scelto per il ruolo di Grande Capo perchè il casting non riuscì a trovare nessun altro nativo americano di quella stazza)
(Nicholson e Forman litigarono sul set per ragioni relative alla trama del film; Nicholson abbandonò il set per quindici giorni e quando tornò i due si parlarono soltanto a distanza, attraverso il direttore della fotografia)
(Il film fu girato in ordine di sceneggiatura, ad eccezione della sequenza della pesca che fu girata alla fine)
(Nel ruolo di McMurphy, Nicholson battè la concorrenza, tra gli altri, di Gene Hackman e Marlon Brando; Louise Fletcher fu preferita a Jane Fonda, Geraldine Page, Anne Bancroft, Ellen Burstyn e Angela Lansbury)
(Louise Fletcher era così infastidita dal fatto che lei era l’unica persona del cast a non poter ridere e scherzare, che uno degli ultimi giorni di riprese rimase in mutande davanti agli altri attori per dimostrare loro che non era poi così fredda e spietata)

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