smoking-no-smoking.jpg
Celia Teasdale esce in giardino durante le pulizie di primavera e si accende una sigaretta. Di lì a poco arriva Lionel Hepplewick, custode della scuola di cui il marito di lei è direttore. Sei possibili finali.
Prima parte della “bilogia” Smoking/No Smoking di Alain Resnais: “No Smoking” inizia allo stesso modo, ma Celia Teasdale quella sigaretta decide di non fumarla. Da una commedia teatrale di successo di Alan Ayckbourne, un gioco di scatole cinesi elegante, sofisticato e vagamente lezioso, spesso verboso, sicuramente brillante, forse troppo lungo, comunque scritto benissimo (da Agnès Jaoui, futura regista di successo, e Jean-Pierre Bacri) e recitato magnificamente da Sabine Azéma e Pierre Arditi, che si spartiscono i sette personaggi di questa prima metà (gli altri due entreranno in scena nel secondo atto), di cui quattro principali: Celia, suo marito Toby, il custode Lionel e la domestica Sylvie. Al di là del retrogusto onanistico-culturale tipicamente francese, ha un’innegabile intelligenza nel mostrare il gioco delle coincidenze, delle deviazioni e delle biforcazioni del destino con una chiarezza espositiva che molte altre volte aveva fatto difetto a Resnais. Caso più unico che raro di film di esplicita derivazione teatrale girato totalmente in esterni, con grande abbondanza di piani sequenza. Orso d’Argento a Berlino.

Voto: 7-

Advertisements