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La scalata al successo delle Dreams: prima come coriste accompagnatrici di un divo al tramonto, poi come gruppo soul femminile. Ma con i primi posti delle classifiche arrivano anche gelosie e rancori.
Da Bill Condon, sceneggiatore dell’ottimo “Chicago” e regista di alcuni film di buona fattura, era lecito aspettarsi molto di più che questo sciapo black musical (il primo ad avere un cast totalmente nero) che ricalca senza grossa fantasia tutti gli stereotipi del genere e della cultura afro-americana: le conquiste razziali, l’invidia, i compromessi, l’inevitabile star morta suicida, la riappacificazione e lo scontato happy end finale. Tratto da un musical di grande successo a Broadway, ispirato a sua volta al mito di Diana Ross & The Supremes, ha come unici punti a favore l’inattesa riscoperta di un Eddie Murphy finalmente attore (ed anche cantante) credibile e la straordinaria rivelazione Jennifer Hudson, lanciata da “American Idol” e capace in meno di un anno di surclassare la più celebre popstar di Mtv: ha già prenotato uno sconcertante Oscar come attrice non protagonista, perchè non si capisce cos’altro avrebbe dovuto fare per esser dichiarata protagonista. Questo film, trattando di una ragazza che arriva al successo pur essendo sostanzialmente capace in alcunché, è paradossalmente la storia di Beyoncé, diva di latta che non ha carisma, non ha sensualità, non ha voce. Brutto scivolone per Jamie Foxx, monoespressivo produttore dall’acconciatura imbarazzante; piccola parte per John Lithgow; gli amanti dei telefilm potranno riconoscere, in una delle scene iniziali, Jaleel White, il goffo Steve Urkel della serie-tv “Otto sotto un tetto”. Se proprio dovete guardarlo, scegliete la versione in lingua originale: il doppiaggio in italiano, come dicono a Chicago, nun se pò ssentì.

Voto: 5=

Trivia
(Si parlava di una versione cinematografica del film sin da fine anni ’80, quando per il ruolo di Deena Jones si facevano i nomi di Whitney Houston e poi Lauren Hill. Dopo il successo di “Chicago”, i produttori convinsero Bill Condon)
(Al suo debutto cinematografico, Jennifer Hudson ha avuto la meglio su altre 782 aspiranti al ruolo di Effie White)
(E’ il film che ha stabilito il record di maggior nominations agli Oscar senza avere quella come miglior film: 8, di cui tre per la miglior canzone, altro record)