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Léon, solitario sicario analfabeta di origini italiane, assiste per caso all’assassinio dei suoi vicini di casa, al quale scampa per una coincidenza la ragazzina Mathilda, costretta a rifugiarsi presso di lui.
Fu il film con cui Luc Besson fece credere agli americani di essere un grande regista. Comunque, senza dubbio il punto più alto della carriera del regista parigino (all’epoca 35enne), che si diverte a immergere lo spettatore in un delirio di cinefilia e citazionismo (“Cantando sotto la pioggia”, “Lolita”, “Rain Man”, “Viale del tramonto”, Sergio Leone, Scorsese, De Niro, Morricone e altro ancora) in cui una delle poche idee originali è sicuramente la più forte, l’ambigua e conturbante storia d’amore tra il bruto e la bambina. Furbetto, prevedibile e vagamente fracassone, non si può però negarne la buona confezione e il ritmo infallibile (strepitosa la scena del massacro della famiglia di Mathilda). Pochissimi registi americani, al posto di Besson, si sarebbero arrischiati a rappresentare in modo così esplicito la tensione sessuale tra Leon e Mathilda. Fece due star della strepitosa Natalie Portman e del burbero Jean Reno (altro bluff), mentre Gary Oldman ci aggiunge del suo per nobilitare un personaggio dalla profondità di un fumetto. Musiche importanti di Eric Serra, con contributi di Bjork e Sting sui titoli di coda.

Voto: 7

Trivia
(Natalie Portman all’inizio era stata scartata ai provini perchè troppo piccola, ma lei si ripresentò ed ebbe una performance tanto brillante che fece cambiare idea a Luc Besson)
(La casa produttrice del film si chiama Gaumont. Uno dei pionieri del cinema francese di fine Ottocento, assieme ai fratelli Lumière, si chiamava Léon Gaumont. Secondo la prima stesura della sceneggiatura di Besson, comunque, il cognome di Léon è Montana)
(Mathilda registra se stessa e Leon all’albergo con il cognome di “MacGuffin”, omaggio a Hitchcock)
(La pianta di Leon è un aglaonema, che in inglese si pronuncia “ag-leon-ema”)
(All’inizio delle riprese, l’undicenne Natalie Portman non era d’accordo sul fatto che il suo personaggio fumasse, perchè ciò sarebbe stato di cattivo esempio per i suoi coetanei. Luc Besson la convinse spiegandole che durante il film Mathilda smette di fumare per fare una buona impressione a Léon, e lei accettò)

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