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In undici capitoletti, dal giugno 1982 al capodanno 2000, la storia d’amore tra Marco e Sara.
Brillantissimo e misconosciuto esordio di Gianluca Maria Tavarelli, una delle più belle opere prime degli ultimi dieci anni. Il titolo prende spunto da una poesia di Saba (che appare prima dei titoli di coda) e sintetizza alla perfezione la semplicità di un film che non ha la spocchia di pretendere di essere “la storia di tutte le storie d’amore”, ma è sinceramente umile nel raccontare la storia qualsiasi di due persone qualsiasi, sullo sfondo di una Torino magnificamente qualsiasi. Seppur con qualche scivolone storico (al Mondiale di Spagna l’Italia non giocò mai di sera, a parte la finale dell’11 luglio; ma la scena si svolge il 19 giugno 1982, e quel giorno Paolo Rossi era ancora uno degli uomini più odiati del Paese) ed evitabile didascalia (il Live Aid), il film appassiona proprio perché è fresco e spontaneo, e ognuno di noi può facilmente riconoscersi in uno dei periodi per i quali transita una storia d’amore. Molto felice la scelta dei piani-sequenza, tutt’altro che facili da girare: una ragione in più per applaudire gli ottimi Fabrizio Gifuni e Lorenza Indovina. Non si spiega il fatto che all’epoca incassò pochissimo, penalizzato da una distribuzione assai debole. Recuperatelo in DVD, è un gioiellino che in alcuni momenti ha la grazia di un Truffaut.

Voto: 7+

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