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Uno sceneggiatore a corto di soldi e d’ispirazione, per sfuggire ai creditori, finisce per caso nell’enorme e decrepita villa di un’ex diva del muto che vive rinchiusa in un patetico isolamento, con l’unica compagnia del suo fedele maggiordomo.
“Sunset Blvd.” (divenuto negli anni un modo di dire) è ancora, a distanza di quasi sessant’anni, la più lucida e cinica riflessione che Hollywood abbia mai prodotto su se stessa. Il cinema non è più la fabbrica dei sogni dell’età dell’oro ma dispensa solo amarezze (lo sceneggiatore che si vede sbattere porte in faccia) e atroci illusioni; i divi del muto sono ridotti a manichini impagliati incapaci di staccarsi dai fantasmi del passato (la funebre partita a bridge a cui partecipa, tra le altre, anche l’ombra di Buster Keaton). Il discorso sul brusco e traumatico passaggio dal muto al sonoro è, in qualche modo, esportabile anche ai giorni nostri, ora che il digitale sta mandando in soffitta le vecchie cineprese e pellicole da 35 mm. Non manca di acute riflessioni sulla vecchiaia, riassumibili nella sentenza di William Holden: “Avere cinquant’anni non è un dramma, se non si vuole averne per forza venti”. Insuperato mélange di generi, dalla storia romantica alla commedia nera e persino all’horror, fino al più classico dei finali noir: la sceneggiatura di Charles Brackett e Billy Wilder li affronta tutti con mano sicurissima. L'”impossibile” voce fuori campo fece epoca. Tantissime scene memorabili, dal grottesco funerale della scimmia alla visita alla Paramount. Gloria Swanson, vera ex diva del muto, giganteggia nel film che le valse una carriera, ma il voto più alto va a Erich von Stroheim, già importante regista anni ’20 (il cui ultimo film, “Queen Kelly” del 1928, aveva proprio Gloria Swanson come protagonista), qui impeccabile servitore. Cecil B. DeMille nel ruolo di se stesso.

Voto: 9

Trivia
(Tra le attrici che rifiutarono il ruolo di Norma Desmond, anche le grandi Mae West e Mary Pickford)
(William Holden era all’epoca la quinta scelta di Wilder, dopo che, per vari motivi, la parte era stata rifiutata da Montgomery Clift, Fred MacMurray, Marlon Brando e Gene Kelly)
(Erich von Stroheim non aveva la patente; nelle scene in cui è alla guida dell’Isotta Fraschini in realtà l’auto fu trainata)
(Il film che Norma e Joe guardano nella “proiezione privata” è proprio “Queen Kelly”)
(Il film che DeMille sta girando quando alla Paramount arriva Norma è “Sansone e Dalila”, che uscì nel 1949)
(Molti personaggi di Hollywood non acconsentirono a essere citati nel film: tra questi, Olivia de Havilland, Darryl F. Zanuck, Samuel Goldwyn e Tyrone Power – il cui nome fu comunque usato da Wilder. Greta Garbo invece acconsentì, ma dopo aver visto il film si pentì di averlo fatto)
(Cecil B. DeMille, per il suo cameo, fu pagato 10 mila dollari e una Cadillac nuova di zecca, più altri 10 mila dollari per il primo piano)

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