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L’FBI chiede alla figlia americana di una spia tedesca di aiutarli a catturare in Brasile i capi di un’organizzazione neonazista formata da alcuni rifugiati del Terzo Reich.
La cinematografia di Alfred Hitchcock è piena di capolavori: ce ne sono di arditi e controversi (“La donna che visse due volte”), di più sperimentali (“Psyco”), infine ce ne sono altri come “Notorious”, che sta a Hitchcock come la Gioconda a Leonardo, la cui grandezza è universalmente riconosciuta da estimatori e detrattori del regista. Film perfetto, un vero e proprio manuale di cinema in ogni sua inquadratura, oltre che di sceneggiatura: dopo la prima mezz’ora introduttiva (in cui conosciamo i tre personaggi principali), Hitchcock passa all’azione servendosi di un paio di semplicissimi punti d’appoggio (la finta bottiglia di vino; la chiave della cantina) che rappresentano più di altri l’essenza del famoso “MacGuffin” predicato dal regista: la storia deve girare intorno a un oggetto, un personaggio, un fatto che sia soltanto un mero pretesto per la creazione della tensione. In questo caso, al posto del vino o della chiave potevano benissimo esserci dei diamanti, un documento compromettente, una valigetta, e non sarebbe cambiato niente. A Hitchcock importa la costruzione della suspence, che qui arriva alla perfezione: nella lunga e memorabile sequenza del ricevimento non c’è una sola inquadratura fuori posto, e lo stesso vale per gli ultimi venti minuti. Il risultato è un film molto emozionante e avventuroso, moderno ancora oggi, in cui splende la stella di Ingrid Bergman e regge bene Cary Grant, seppur penalizzato da un doppiaggio italiano da linciaggio (che inoltre non si fa mancare di pronunciare la famosa città della Florida “Maiami” e di italianizzare tutti i nomi dei personaggi principali, trasformando chissà perchè Alicia in Elena).

Voto: 8

Trivia
(Alfred Hitchcock rivelò che, durante la lavorazione del film, fu spiato e sorvegliato per tre mesi dall’FBI poichè il film trattava l’argomento dell’uranio)
(Hitchcock e lo sceneggiatore Ben Hecht chiesero al premio Nobel Robert Millikan come si fabbricava una bomba atomica. Millikan si rifiutò di rispondere, ma asserì che il suo principale “ingrediente”, l’uranio, poteva tranquillamente essere nascosto in una bottiglia di vino)
(Il celeberrimo bacio tra Cary Grant e Ingrid Bergman fu un’invenzione di Hitchcock per aggirare le severissime regole della censura che imponevano all’epoca baci non più lunghi di due secondi)
(Per non infrangere le regole di composizione dell’immagine che nel 1946 volevano che un personaggio maschile fosse più alto di una sua interlocutrice, per girare le scene insieme a Ingrid Bergman Cary Grant stette tutto il tempo in piedi su una scatola)