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Negli ultimi dieci anni, Al Gore – “l’ex futuro presidente degli Stati Uniti” – ha girato il mondo tenendo una serie di conferenze sui pericoli, le cause e le conseguenze che il riscaldamento globale avrà sulla Terra.
Oscar nel 2006 come miglior documentario (oltre che alla miglior canzone, “I need to wake up” di Melissa Etheridge). Il regista e produttore Davis Guggenheim si è messo umilmente al servizio di Al Gore, vice di Clinton per 8 anni e perciò oratore sopraffino e convincente, finanche troppo gentile nei confronti dell’amministrazione Bush e dei suoi persistenti rifiuti a firmare il protocollo di Kyoto. Dal punto di vista cinematografico, non è certo un granché: è la semplice trasposizione su pellicola di una delle tante e apprezzate concioni di Gore, simile per meccanica, retorica e temi trattati ai nostrani spettacoli di Beppe Grillo. La quasi totalità del documentario è dedicata alla dettagliata illustrazione delle cause dell’imminente disastro; i rimedi appaiono sui titoli di coda, con brevi e incisive frasette in puro american style.

Voto: 7

Trivia
(Il breve cartone animato che si vede all’inizio del documentario è tratto da un episodio di “Futurama”, una serie della quale Kristin, figlia di Gore, è stata anche autrice)

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