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I venditori di un’agenzia immobiliare si scannano gli uni con gli altri per far firmare alla loro clientela i contratti che consentirebbero loro di sopravvivere nella giungla.
Da una commedia di David Mamet, splendidamente riadattata dallo stesso Mamet con una sceneggiatura isterica, frenetica, irosa. La smania di accumulare “roba”, e tutto ciò che ad essa è collegato (la sicurezza del posto di lavoro, la salute, l’autostima, il rispetto altrui), fa regredire gli esseri umani (non solo gli americani, come recita il semplicistico titolo in italiano) ad uno stato primitivo in cui vige l’unica regola del “mors tua vita mea”, anticamera dell’odio sociale verso tutto e tutti, che contraddistingue questo dramma satirico popolato da pescecani. Divertendosi un mondo con i suoi personaggi che praticano l’arte della finzione e della menzogna, Mamet non rinuncia al suo tipico colpo di scena finale. Classico esempio ben riuscito di cinema da camera, ma con un ritmo e una gestione degli spazi che fanno la differenza rispetto alla semplice pièce teatrale. Cast lussuoso di attori in grande spolvero, con Al Pacino e Jack Lemmon su tutti. Il dialogo al bar tra Al Pacino e il suo cliente è, ancor prima che eccellente cinema, grande letteratura. Coppa Volpi a Venezia per Jack Lemmon.

Voto: 7+

Trivia
(La parola “fuck” e le sue derivazioni viene pronunciata 138 volte. La parola “shit”, 50 volte)
(Jack Lemmon disse che questo era stato il cast più prestigioso con cui aveva mai lavorato in carriera)
(Durante la produzione, gli attori si riferivano scherzosamente a questo film chiamandolo “Morte di un fottuto commesso viaggiatore”)

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