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Mario Bettini, geometra trentenne di Cremona, ottiene quasi per caso un lavoro che vorrebbe svolgere al meglio, ostacolato dalle invidie dei colleghi e dalle pastoie della burocrazia.
Uno dei pochi film che abbiano spezzato l’inesorabile monotonia dell’ultimo cinema italiano (amore, divorzi, crisi, ecc.). “La febbre” è uno dei migliori film della stagione 2004-2005, parla finalmente di temi “popolari” come possono esserlo oggi la ricerca del lavoro, l’insoddisfazione, la frustrazione, il crollo degli ideali. La crisi del trentenne non è affrontata in modo mucciniano: si urla pochissimo, i dialoghi sono puntuti e intelligenti, il misuratissimo Fabio Volo è una rivelazione. L’inevitabile parentesi rosa con la bellissima Valeria Solarino è un po’ la nota stonata di un film che però è molto più “specchio della società” di quanto lo siano presunte opere dirette dall’ala più radical chic della cinematografia italiana. Fu non a caso lodato da Ciampi in una riunione con il mondo del cinema al Quirinale.

Voto: 7-