kill-bill-volume-1.jpg
Vittima di una strage compiuta il giorno del suo matrimonio da Bill e dai suoi sicari, che le hanno portato via il futuro sposo e il figlio che aveva in grembo, la Sposa medita la sua vendetta.
Oggi che Kubrick è morto, Altman pure e gente come Scorsese e Woody Allen si é scoperta versatile e capace di raccontare storie in un modo diverso da quello abituale, solo due registi impongono ancora il proprio marchio, cioè quella cosa chiamata “stile”, ai propri film, in modo che noi si possa riconoscere che è roba loro da pochi fotogrammi di qualunque loro opera: sono David Lynch, e Quentin Tarantino.
Il Volume 1 di “Kill Bill”, benché Tarantino si fosse lamentato di essere stato costretto a dividere l’intera opera in due parti per obblighi legati alla distribuzione, alla prova dei fatti dimostra di poter benissimo esistere anche da solo; e rappresenta, più del Volume 2, l’intera summa del cinema tarantiniano. Spaghetti-western (echeggiati nelle musiche à la Morricone di Bacalov), kung-fu, b-movies di vario genere, persino uno strabiliante inserto anime, e ovviamente una pioggia di (auto)citazionismo mai ovvio e spudorato, al contrario sempre sottile al limite della sfida verso i suoi cultori (due esempi per tutti: il gesto della “quadratura” della Sposa è lo stesso che Mia Wallace fa in macchina a Vincent Vega in “Pulp Fiction”; l’attore Sonny Chiba, che nel film è Hattori Hanzo, è il protagonista dei film preferiti da Clarence in “True Romance”). Il silenzio di sei anni ha generato un’opera di densità amazzonica, in cui ogni sequenza è memorabile e fa storia a sé: dal prologo all’ospedale, fino al clamoroso piano-sequenza nel locale di Tokyo. Colonna sonora straordinaria per inventiva e varietà. E’ il punto più alto di un uomo che ama visceralmente il cinema e dà l’impressione di rivolgergli ogni singola azione, gesto, pensiero delle sue giornate; un regista – e ce ne sono pochi – che non si spaventa davanti all’eccesso, anzi ne gode. Cava da Uma Thurman un personaggio da leggenda, e rende terribile David Carradine, l’eroe della sua infanzia, pur inquadrandone solo le mani. Seguito da un “Volume 2” all’altezza.

Voto: 8,5

Trivia
(Quentin Tarantino ritardò l’inizio delle riprese perché Uma Thurman, alla quale aveva offerto il copione durante la festa del suo 30esimo compleanno, era incinta)
(La tuta gialla con banda nera indossata da Uma Thurman nel locale giapponese è un’evidente citazione de “L’ultimo combattimento di Chen”, ultimo film di Bruce Lee)
(La soundtrack del film è interamente composta da musiche preesistenti, scovate da Tarantino nella sua vastissima collezione)
(Tarantino ha confermato in molte interviste che la “Deadly Viper Assassination Squad” si ispira alle “Volpi Forza 5” di cui Mia Wallace parla a Vincent Vega in “Pulp Fiction”)
(Nei due volumi di Kill Bill sono stati usati circa 450 galloni di sangue finto, più di 1700 litri)
(“Q e U”, iniziali che compaiono sui titoli di coda, sono ovviamente “Quentin e Uma”)
(Quando il detective sta viaggiando in macchina verso la chiesa di El Paso, in radio, prima che inizi una canzone, è possibile ascoltare un pezzo di canzone in cui è cantata la frase “¿Dónde Està?”. La stessa cosa succede ne “Le Iene”, quando Mr. Blonde accende la radio nella scena della tortura)
(L’ingresso del tunnel autostradale di Tokyo è in realtà l’ingresso di una strada simile a Los Angeles, a cui sono stati aggiunti cartelli in giapponese)
(L’infermiere Buck ha gli stessi occhiali da sole che portava Clarence in “True Romance”)
(Tra gli 88 Folli, c’è anche un Quentin Tarantino in maschera)
(Primo film di Quentin Tarantino in cui la parola “fuck” compare meno di 100 volte. Per l’esattezza, 17)
(E’ possibile leggere il vero nome della Sposa, nascosto per tutto il film, sui biglietti aerei per Okinawa e Tokyo)

Annunci