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Un regista di film comici, preoccupato dall’idea che la produzione gli rimonti il suo primo film drammatico stravolgendone il senso, passa un weekend all’hotel Stardust, in occasione di una mostra sui suoi film: è un momento per fare un primo bilancio della sua vita.
Drammatico con brio, “Stardust Memories” è un film profondamente influenzato da “Otto e mezzo”: é corretto perciò scrivere, come fece Buzzati col capolavoro felliniano, che è “la masturbazione di un genio”? Certo, qui non tutto funziona come nel suo illustre modello: diseguale nel ritmo e di approccio fin troppo psicanalitico, ma attraversato da un flusso continuo di idee e pensieri che lo spettatore non può non percepire. Continuo andirivieni temporale e narrativo, attraversato da allucinazioni, messa in scena e flashback. Uno dei film più bistrattati di Allen, ma ha un suo perché. Incantevole Charlotte Rampling. Chi indovina quale attrice, che in futuro diventerà famosa, compare per un’istante?

Voto: 6,5

Trivia
(Esplicito omaggio a “Otto e mezzo” di Fellini: la scena iniziale nel treno, le relazioni del protagonista con molte donne e il suo cattivo rapporto con la critica, le scene sulla spiaggia, il bianco e nero)
(Uno dei titoli di lavorazione di questo film era “Woody Allen N.4”. Allen disse a un giornalista: “Non vale neanche la metà di “Otto e mezzo” di Fellini)
(Ultimo film di Allen per la United Artists. I dirigenti dell’UA con cui Allen era in stretto contatto passarono alla Orion, e Allen li seguì per un’altra decina d’anni)

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