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Col tintinnar dei petrodollari come sottofondo, si intrecciano le vicende di una spia della CIA in crisi di coscienza, un aspirante kamikaze, un consulente finanziario in trasferta in Medio Oriente e due potenti società petrolifere americane.
Debutto alla regia per Stephen Gaghan, già apprezzatissimo sceneggiatore di “Traffic”, che qui dimostra ancora una volta le sue ottime qualità. Film robusto, ma registicamente senza guizzi, “Syriana” ovviamente si basa sul contenuto: c’è perfino troppa carne al fuoco, in un susseguirsi di microstorie alternate (strutturate proprio come in “Traffic”) che non favoriscono la comprensione dello spettatore medio. Molto complesso, non facile da seguire, è comunque l’ulteriore atto d’accusa di una Hollywood finalmente indipendente: non era capitato spesso di vedere rappresentata in questo modo la crudeltà americana. George Clooney, finalmente rivalutatosi come attore, continua così la sua eccellente carriera da produttore. Sufficienza piena.

Voto: 6,5

Trivia
(George Clooney ha messo su una ventina di chili per questo film, accumulati con una dieta a base di pasta; l’aumento di peso gli ha causato parecchi problemi alla schiena e forti emicranie che l’hanno afflitto per più di un mese)
(Il vero Robert Baer compare nel film come “Cia Security Officer #2”)

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