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Reduce dal colossale fiasco del suo film più costoso, il regista Felix Farmer impazzisce. Mentre la produzione cerca in ogni modo di limitare i danni rimontando il film, lui ha un’idea geniale: rigirarlo a sue spese facendolo diventare un film erotico, con la castissima moglie nel ruolo della protagonista.
S.O.B. sta per “son of a bitch”, ovvero la qualifica più adatta per tutti quelli che popolano il brulicante formicaio del mondo del cinema in questa immorale commedia senza freni in cui Blake Edwards non risparmia alcunché alla sua amata-odiata Hollywood. E’ probabile, dando un tocco di autobiografia al tutto, che Edwards si sia molto rispecchiato nella parte di Farmer (facendogli sposare la stessa donna…), e che anche lui abbia covato il sogno di poter finalmente fare un film estremo, dissoluto e apocalittico (come spesso è molta della sua comicità) senza chiedere conto a nessuno. Intanto si sfoga in questa spericolata commedia in cui il crepitare dei dialoghi ha del sensazionale, il passo della narrazione è assai spedito e gli attori, tutti ben sopra le righe, sono bravissimi, ad eccezione di Julie Andrews e Robert Preston, che invece sono perfetti. Li ritroveremo un anno dopo, in “Victor/Victoria”. La grande bravura di Edwards sta nel far succedere tantissime cose nelle sue inquadrature, grazie a un senso del ritmo e della sincronia simili alla coreografia di un balletto.

Voto: 7

Trivia
(Ultimo film di William Holden)

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