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Ritratto di cinque donne – Raimunda, sua sorella, sua figlia, sua madre e sua cugina – nella provincia spagnola al giorno d’oggi.
Improvviso s’insinua, il dubbio: che Almodòvar sia fatalmente arrivato a quel punto della sua carriera in cui non si ha più nulla da dire? Non è una colpa, per carità, ci sono passati tutti, da Fellini ad Altman, da Antonioni a Scorsese. E’ però lecito chiederselo al secondo film “normale” (che non si parli di flop, per favore) consecutivo del grande Pedro. Come si suol dire: se “La mala educaciòn” è un caso e “Volver” è una coincidenza, aspettiamo con ansia il terzo per chiudere il capitolo. Come biasimarlo, del resto: è anche merito suo se la Spagna è uscita dal periodo buio del franchismo e post-franchismo per diventare la nazione europea guida nei diritti civili e nella libertà. Ora che non c’è più da scandalizzare nè da smuovere coscienze, e ora che l’età avanza, si limita a descrivere il presente guardando al passato, trasformando la solitamente piatta Penelope Cruz in un clone iberico di Anna Magnani (citata esplicitamente nel film) e immergendola in un’atmosfera da anni ’50. In “Volver” ci sono tutti, ma proprio tutti, i classici dell’ultimo Almodòvar: la morte violenta, l’incesto, le agnizioni con annesse valli di lacrime, l’ospedale, la bella canzone di una volta (la scena migliore del film): mancano solo gli omosessuali, come a voler significare che con il governo Zapatero questo non è più un tabù, quindi basta parlarne. Ritornando sulle orme di “Tutto su mia madre” e soprattutto “Che ho fatto io per meritare questo!?”, Almodòvar torna a parlare di donne, lasciando agli uomini ruoli meschini e vigliacchi, ma il risultato non è all’altezza di quel capolavoro. Più che povertà di argomenti (in fondo gli stessi), mancano il tocco felice nei dialoghi e nel tratteggio degli ambienti, i colpi di genio in serie di “Parla con lei”, e anche la sceneggiatura ha qualche buco di troppo (quattro persone scomparse, e non un poliziotto che indaghi). Per carità, film più che dignitoso: ma non ha meritato quella Palma d’Oro che sembrava essergli stata assegnata con due settimane d’anticipo. Straordinaria Carmen Maura, che surclassa Penelope a più riprese.

Voto: 6+

Trivia
(Per questo film, Penelope Cruz è diventata la prima attrice spagnola ad essere stata nominata all’Oscar)

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