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Un addetto al missaggio del suono assiste per caso ad un incidente d’auto nel quale perde la vita un senatore candidato alla presidenza degli Usa. O si tratta di omicidio?
Terzo thriller di Brian De Palma, uno dei più infelici. Sostanzialmente, un pastrocchio girato benissimo. Non mancano le belle invenzioni di regia (la lunga panoramica a 360° nel laboratorio, tutta la scena dell’incidente, ecc.), ma al servizio di cosa? Seguitando a scopiazzare impunemente Hitchcock (il solito “Psyco”, “La finestra sul cortile”, il tema dell’uomo comune coinvolto nel complotto), De Palma denota una mancanza di creatività e capacità di variazione difficilmente perdonabili per uno sceneggiatore; capirà ben presto di doversi affidare a scrittori provetti. La storia è completamente da buttare: personaggi leggerissimi, motivazioni risibili, intreccio scricchiolante e farraginoso, non tanto lontano dal quasi omologo e omonimo “Blow-up” di Antonioni che però aveva almeno l’alibi di non voler essere un prodotto d’intrattenimento. Come thriller funziona solo nei primi venti minuti, il resto è più che altro un gioco interattivo nel quale lo spettatore più attento può divertirsi ad accumulare domande sulle incongruenze della trama.

Voto: 5

Trivia
(Durante le riprese del film John Travolta soffriva d’insonnia; l’aria stanca e sbattuta che ha nel film è imputabile a questo motivo)
(Nella versione francese, John Travolta fu doppiato da Gérard Depardieu)

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