la-ricerca-della-felicita.jpg
San Francisco, anni ’80: un venditore in crisi di apparecchi medici porta a porta viene piantato dalla moglie e si ritrova senza macchina, senza casa e senza un dollaro insieme al figlio di 5 anni, col sogno di diventare broker finanziario. Tratto da una storia vera.
Sorpresa: l’esordio ad Hollywood di Gabriele Muccino è quantomeno brillante. Giustamente dileggiato dalla critica negli ultimi 5 anni per essere riuscito ad abbinare all’indiscutibile perizia tecnica soltanto storie improbabili e ruffianissime, il regista romano ritrova la verve dei suoi primi due film con la sua prima trasferta oltre oceano. Probabilmente perchè, a differenza de “L’ultimo bacio” e soprattutto dello sciagurato “Ricordati di me”, stavolta ha pensato bene di rivolgersi ad uno scrittore più capace come Steve Conrad (già sceneggiatore dell’interessante “The Weather Man”); ma non solo. Pur non rinunciando ai suoi tradizionali marchi di fabbrica, su tutti le corse a perdifiato (un po’ troppe) per i marciapiedi di San Francisco, la regia è messa intelligentemente al servizio della storia: semplice, coinvolgente, diretta, quasi ingenua (o furba, diranno i detrattori) nel guardare, con gli occhi sgranati di stupore del forestiero, a un concetto ormai fuori moda come quello arcinoto del “sogno americano”, per descrivere il quale s’è dovuti tornare ai tempi di Reagan. A parte l’eccepibile dettaglio del cubo di Rubik (grazie al quale il protagonista ottiene in pratica un posto da stagista), il film è armonioso e gradevolissimo e si avvale di un ottimo Will Smith. Ha il pregio non comune di arrivare alla meta meglio di com’era partito, con un finale commovente e per nulla mucciniano (nel senso degli sbraiti e delle urla isteriche). Chi l’avrebbe mai detto.

Voto: 7

Trivia
(Il vero Chris Gardner appare nell’ultima scena, mentre cammina dietro Chris e Christopher)
(Will Smith, seguendo gli insegnamenti di due campioni come Tyson Mao e Lars Petrus, è ora in grado di risolvere un cubo di Rubik in meno di due minuti. Una scena simile era del resto presente anche in un episodio del celebre telefilm anni ’90 “Il principe di Bel-Air”, con Will Smith)