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Ad una festa celebrativa dei tempi del liceo, la bella quarantenne Peggy Sue sviene e si risveglia venticinque anni prima, adolescente in fiore che vive a casa con i suoi genitori e sua sorella.
Un anno dopo “Ritorno al futuro”, un’altra commedia su uno dei grandi temi che hanno reso il cinema così stimolante: se poteste ricominciare da capo, cosa fareste di diverso? Si dice che Francis Ford Coppola abbia girato film di due categorie: quelli che voleva fare e quelli che ha dovuto fare (per potersi produrre i primi). “Peggy Sue si è sposata” appartiene senza dubbio alla seconda specie, ma è qualcosa di più di una slot-machine: anche se non sfiora neanche le vette di spasso del film di Zemeckis, dietro la confezione un po’ leccata nasconde spunti interessanti e originali, come la storia d’amore a ritroso che la protagonista non può proprio fare a meno di rivivere per la seconda volta, anche se ne conosce benissimo il finale. La carrellata dei vecchi compagni all’insegna del come eravamo è un po’ da “Grande Freddo”, ma è un’occasione per scoprire volti che diventeranno noti: oltre a Nicholas Cage, all’epoca già nobilitato da “Birdy”, compaiono gli sconosciuti Jim Carrey, Joan Allen e Helen Hunt. Babbo Francis Ford, sempre sensibile agli affari di famiglia, non manca di riservare un posticino anche a sua figlia Sofia, nel ruolo della sorella minore. Kathleen Turner, luminosa, visse il suo momento d’oro negli anni ’80, prima che il tempo la facesse sfiorire in modo persino troppo crudele.

Voto: 7=

Trivia
(Nella sceneggiatura originale veniva dato molto più spazio alla storia di Rosalie, la donna sulla sedia a rotelle che Peggy Sue incontra alla festa. Veniva mostrato il modo in cui Peggy Sue cercava di evitare a Rosalie quell’incidente)
(Sofia Coppola dirigerà Kathleen Turner nel suo primo film da regista, “Il giardino delle vergini suicide”)