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La grigia esistenza di un mediocre giornalista pubblicitario è sconvolta dal casuale incontro con una ninfetta, compagna di scuola della figlia adolescente.
Folgorante esordio alla regia di Sam Mendes. Come tutti i grandi film, è stato capostipite di un genere a sé stante nel cinema americano: la satira familiare, coniugata ora in toni drammatici ora in toni grottesco-caricaturali (“I Tenenbaum”), se non proprio da commedia (il più recente “Little Miss Sunshine”). Pochissimi sono tuttavia all’altezza dell’originale, che parte da luoghi comuni ambulanti, anche di sceneggiatura (il marito fallito, la moglie frustrata, la figlia intrattabile, la voce-off “impossibile” stile-Viale del tramonto) e li ridisegna esasperandone le miserie con caustica verve e mano felpata da autore di razza (l’ottimo Alan Ball). Si è attirato critiche forse giustificabili: furbo e calcolato al millimetro, non è forse vero che risponde alle domande dello spettatore esattamente come lo spettatore vuole che risponda? E’ così, ma sono le domande di uno spettatore intelligente. Caso assai raro di film “di costume” curatissimo nei dettagli tecnici, dalla fotografia di Conrad L. Hall (premiata con l’Oscar) alle ipnotiche musiche di Thomas Newman. Cinque attori formidabili: il grande Kevin Spacey (al suo secondo Oscar, il primo da protagonista), la miglior Annette Bening di sempre, il torvo Chris Cooper e le giovanissime Thora Birch e Mena Suvari. Gli ultimi venti minuti rasentano la perfezione.

Voto: 8

Trivia
(Il ruolo di Angela Hayes fu offerto a Kirsten Dunst, che lo rifiutò. Kevin Spacey e Annette Bening erano invece le prime scelte di Mendes, anche se il ruolo di Lester Burnham era stato precedentemente offerto anche ad altri attori, tra cui Tom Hanks)
(La storia del film ricorda quella di “Lolita”, il celebre romanzo di Nabokov portato al cinema da Kubrick. Del resto “Lester Burnham” è l’anagramma di “Humbert learns”…)
(Il numero di telefono di Lester, 555-0199, è anche lo stesso di Al Pacino in “Insider” e di Fox Mulder nella terza stagione di “X-Files”)
(Tra i ringraziamenti sui titoli di coda ci sono anche quelli a “Dr. Bill e Alice”, i nomi dei personaggi interpretati da Tom Cruise e Nicole Kidman in “Eyes Wide Shut”. Nicole Kidman aveva recitato a teatro in “The Blue Room”, regia di Sam Mendes)
(Nel film non viene mai fatto alcun riferimento alla città in cui si svolge la vicenda, ma da alcuni dettagli – un giornale sul tavolo della cucina, il codice sulla rubrica del telefono di Jane, i numeri di telefono delle agenzie immobiliari di Carolyn e Budd – si presume che si tratti di Chicago)
(Il videoclip che Jane e Angela stanno guardando in tv è “Cancer For The Cure” degli Eels)
(Il copione originale prevedeva l’arresto finale di Jane e Ricky, e parlava di una relazione omosessuale avuta da Frank Fitts con un suo commilitone morto in Vietnam)

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