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Per un mite infermiere ebreo, un week-end a casa dei suoi futuri suoceri si trasforma in un incubo oltre ogni limite della sua immaginazione.
La svolta comedy di Robert De Niro, partita nel 1996 con “Sesso e potere” di Levinson e proseguita due anni dopo con “Terapia e pallottole”, arriva nel 2000 al suo apice con questa commedia venata di demenziale che, per farla breve, si pone un solo obiettivo e lo raggiunge pienamente: fa ridere, e molto. Come nei due film citati sopra, De Niro è alternativamente comico e spalla di un altro attore brillante (lì Dustin Hoffman e Billy Crystal, qui l’ottimo Ben Stiller), col quale ingaggia duetti di grande spasso. La situazione, un classico del teatro e del cinema, è in fondo solo un buon pretesto per inanellare una gag dopo l’altra; nove su dieci vanno a segno, e almeno una – la partita di pallavolo in piscina – è straordinaria. Le commedie americane contemporanee non sono tutte stupide e pecorecce, in fondo. Jay Roach, regista degli episodi della saga di Austin Powers, si limita a dirigere il traffico senza particolari guizzi; giusto così, meglio lasciare la scena a un De Niro che ha l’aria di divertirsi un mondo. Ha avuto un sequel più che discreto nel 2004, “Mi presenti i tuoi?”, con Dustin Hoffman e Barbra Streisand.

Voto: 7

Trivia
(Il gatto Sfigatto si chiama, nella versione originale, Mr. Jinks, come un popolare personaggio di un cartone animato anni ’50-’60 di Hanna e Barbera)
(Mentre Greg si trova sul tetto, nella colonna sonora di Randy Newman c’è un’evidente citazione di quella di Bernard Herrmann in “Vertigo”)