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Film complesso, per definirlo l’aggettivo più adatto è “sospeso”. Sospesa è l’ambientazione, senza spazio nè tempo, un evidente Purgatorio in terra in cui stazionano i dannati – un robusto Depardieu di cui Tornatore non risparmia dettagli della sua opulenta anatomia – prima di andare da qualche parte (dov’è presumibilmente diretto Onoff – o On/Off –, appena spuntata l’alba). Sospesa e mirabile è la recitazione del sorprendente Roman Polanski, il commissario senza nome, uno dei personaggi più ambigui che si ricordino in un film. Rimane in sospeso la risposta a una questione fondamentale: Tornatore ci crede davvero in questo film o, come da titolo programmatico, è soltanto “una pura formalità”, un mero esercizio di stile fare un film di 100 minuti in ossequio alle tre unità aristoteliche di tempo, luogo e azione? E sospeso è anche il giudizio.

Voto: s.v.