arizona-junior.jpg
Un balordo e una poliziotta si sposano; non potendo avere figli, ne rapiscono uno ad un imprenditore del mobile che ha appena avuto cinque gemelli.
Secondo film dei fratelli Coen, tre anni dopo il noir “Blood Simple”. Primo di molti ritratti dell’America degli Stati centrali, retriva, volgare e bifolca. Schiacciando a tavoletta il pedale del grottesco, senza badar troppo alla verosimiglianza della storia e al rispetto delle logiche narrative, è una commedia bislacca e gradevole a tratti irresistibile, specialmente nel tratteggio del cafonissimo Nathan Arizona (l’ottimo Trey Wilson). Si riconoscono già i punti di forza del loro cinema: le caratterizzazioni dei personaggi minori, le sequenze oniriche, le accelerazioni violente e improvvise. I due protagonisti si lasciano trascinare senza grande trasporto dal flusso impetuoso del fiume Coen, che raggiunge a volte velocità da cascata (la scena al supermercato) dando prova di un talento fuori dall’ordinario. Un bel po’ di citazioni, tra le quali ci è sembrato di riconoscere “Shining” di Kubrick, “C’era una volta in America” e “Il buono, il brutto e il cattivo” di Sergio Leone e “La casa” dell’amico Sam Raimi.

Voto: 7-

Trivia
(A un certo punto del film Nicolas Cage indossa un’uniforme con su scritto “Hudsucker Industries”; citazione futura in “The Hudsucker Proxy” (in italiano “Mr. Hula Hoop”), film dei Coen del 1994)
(Florence Arizona non è solo il nome della madre dei cinque gemelli, ma è anche la località (Florence, Arizona) di una prigione di Stato)
(Quindici neonati in tutto si alternano nei ruoli dei cinque gemelli Arizona. Uno di questi fu “licenziato” dalla produzione perché durante le riprese del film aveva imparato a camminare)
(Kevin Costner rifiutò il ruolo del protagonista)