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1973: per un equivoco o un colpo di fortuna, il 15enne William Miller viene mandato dal prestigioso “Rolling Stone” a seguire il tour degli Stillwater, rock band emergente.
Non sono molti, ma esistono dei film per i quali è difficile formulare un giudizio critico, oggettivo e impersonale; sono i film del cuore, che ognuno ha e adora, pur riconoscendone gli evidenti difetti, ma forse amandolo soprattutto per questi. Cameron Crowe non è e non sarà mai un grande regista, ma sa scrivere e soprattutto sa ascoltare, e da giornalista musicale sa perfettamente che niente come la musica – meglio se d’epoca – è in grado di catturare l’attenzione e trascinare qualsiasi prodotto determinandone l’ottima riuscita, poiché trucca e nasconde le ovvietà, le debolezze, la generale stereotipia di tutto il film (il chitarrista sotto acido che si tuffa in piscina, le groupies allegre e dal cuor d’oro, il duro mondo del giornalismo, persino la rock band che viaggia in pullman cantando “Tiny Dancer”!). Sotto l’atmosfera sognante e spensierata, però, Crowe evita di proporre dei personaggi formato-santino: gli Stillwater sono quattro cialtroni, in primis il loro leader; gli occhioni perennemente sgranati del bravo Patrick Fugit e l’ipercinismo del mitico Lester Bangs (un grande Philip Seymour Hoffman, come al solito) sono le due facce della stessa medaglia, di chi crescendo imparerà a distinguere la realtà dalla cartapesta. Straordinaria colonna sonora (The Who, Simon & Garfunkel, Stevie Wonder, Elton John, Led Zeppelin, Black Sabbath, Iggy Pop, Cat Stevens, Joni Mitchell, Allman Brothers Band…) e cast affiatato, che riesce nell’impresa di rendere simpatica anche l’insopportabile Kate Hudson. Non sembra un giudizio da votone, vero? Eppure.

Voto: 8

Trivia
(La parte di Russell Hammond doveva essere interpretata da Brad Pitt, ma fu lo stesso Brad Pitt a lasciare dopo qualche mese, non sentendosi abbastanza soddisfatto della sua prova)
(Philip Seymour Hoffman lavorò soltanto in quattro giorni di riprese, in cui ebbe sempre l’influenza)
(Le canzoni degli Stillwater sono state scritte da Cameron Crowe e da sua moglie Nancy Wilson)
(I vecchi dischi che Anita lascia a suo fratello William sotto il letto sono in realtà dischi della collezione di Crowe)
(Mentre Penny Lane e William sono in macchina per andare in hotel, sul parabrezza anteriore si vede riflesso per un istante un triangolo attraversato da un raggio di luce: è la copertina di “The Dark Side of the Moon” dei Pink Floyd)
(Nella scena dell’incidente aereo Russell inizia a cantare “Peggy Sue” di Buddy Holly. Buddy Holly in un incidente aereo, in quello che fu ricordato come “the day the music dies”)
(L’intera colonna sonora, comprendente più di 50 canzoni, è costata alla produzione 3,5 milioni di dollari)
(Il mensile Rolling Stone viene stampato a Stillwater, Oklahoma)

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