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Le vite parallele di Antonio Pisapia, calciatore a fine carriera che dopo un infortunio tenta di fare l’allenatore, e Antonio Pisapia, cantante confidenziale sul viale del tramonto.

Primo film del regista napoletano Paolo Sorrentino; bello e tristissimo, ha i due personaggi principali ispirati forse a persone realmente esistenti. Se le analogie tra il Pisapia cantante e Franco Califano sono sfumate, c’è quasi un rapporto di parentela tra il Pisapia calciatore e il grande Agostino Di Bartolomei: entrambi campani, entrambi leader silenziosi, entrambi uccisi dal male di vivere. Opera prima interessante di un regista che si rivelerà tre anni dopo con l’acclamato “Le conseguenze dell’amore”, non si preoccupa di mettere a freno i didascalismi e gli stereotipi con cui sono dipinti il mondo del calcio e quello della musica. In questo non è molto diverso da gran parte del cinema italiano, ma Sorrentino aggiunge un calore e una partecipazione maggiore della media; si ripulirà da queste “scorie” già dal lavoro successivo. Ottimo Andrea Ranzi, grande Toni Servillo; suo fratello Peppe, voce degli Avion Travel, è coautore delle canzoni presenti nel film. Tra le altre cose, suggerisce che poco è triste quanto il quotidiano arrabattarsi di un cantante a fine carriera.

Voto: 6,5