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Cinque compagni di classe alle prese con la maturità e tutte le altre menate volgarmente dette “piccoli grandi problemi dell’adolescenza”.
Prima considerazione: mai l’autore di questo blog avrebbe pensato di dare quasi una sufficienza ad un film in cui tra i ringraziamenti figura il nome di Neri Parenti. Detto ciò, è comunque apprezzabile che, per il suo esordio da regista, Fausto Brizzi si sia lasciato alle spalle i peti, i rutti e le parolacce che ne hanno fin qui contraddistinto la sua brillante carriera da sceneggiatore di film di Natale. Il film è una commedia sempre lì lì per diventare commediola, ma che alla fine riesce a scampare al fatale passo falso chiudendosi con una certa verve che sfugge al fotoromanzo (a parte l’immancabile Vecchia Che Muore, ormai una figura retorica). Va peraltro precisato che si tratta di uno dei film più furbi del millennio, incanalato com’è fin dall’inizio, con le sue canzoni (il personaggio femminile principale si chiama Claudia solo per poter far sentire a ragion veduta il verso “Claudia, non tremare” della canzone di Venditti che dà il titolo al film), con i suoi vestiti, con i suoi tormentoni appiccicati con la saliva (improvvisamente sbucano dal nulla Nino Frassica e “Indietro tutta”, per esempio), su una ruffianeria a due dimensioni: a) verso i diciottenni degli anni ’80 e i nostalgici di professione; b) verso il pubblico adolescenziale contemporaneo a cui, si sa, gli si può propinare qualsiasi schifezza. In un mondo perfetto i due protagonisti sarebbero Chiara Mastalli (Simona) e Andrea De Rosa (Massi), e non l’inespressiva Cristiana Capotondi e Nicholas Vaporidis, in cui la consistenza della recitazione si rispecchia nel cognome. Poco meno che discreto ma tutto sommato innocuo e simpaticamente caciarone; nulla di più, e del resto cosa aspettarsi da un film che sembra avere come genitori “Vacanze in America” e “I ragazzi della 3° C”?

Voto: 6-

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