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Los Angeles 2019: Rick Deckard, poliziotto dell’unità dei blade runners, è incaricato di disattivare quattro ribelli replicanti appartenenti alla specie Nexus-6, la più avanzata mai creata dall’ingegneria genetica.
Grande classico della science-fiction di ogni tempo, è uno dei pochi film di fantascienza adulti in grado di guardare degnamente negli occhi “2001: Odissea nello spazio” (a cui lo lega la fondamentale collaborazione di Douglas Trumbull agli effetti speciali). Oltre ai moltissimi meriti extra-cinematografici (tra cui l’aver fatto scoprire a generazioni di lettori i romanzi di Philip K. Dick), ebbe e continua ancora ad avere in sé il germe della rivoluzione: nel design degli spazi urbani (una Los Angeles cupa, piovosa e degradata, profeticamente colonizzata dai cinesi), nella musica “d’ambiente” di Papathanassiou Vangelis e soprattutto nella rappresentazione senza precedenti dei cosiddetti umanoidi. Persino nel capolavoro di Kubrick il computer Hal-9000 era tutto fuorché umano: demiurgo infallibile e tremendo deus ex machina, imprigionato nella sua razionalità e incapace di ogni sentimento. I replicanti di Dick e Scott si ribellano, amano, soffrono, e muoiono, come noi. Ridley Scott, caso più unico che raro nella sua cinematografia, mise da parte il suo abituale timbro per adottarne un altro più marcatamente compassato, riflessivo e di grande pathos. Memorabile galleria di co-protagonisti, dall’ingegnere giocattolaio di William Sanderson alla dolce Rachael, per concludere con lo statuario Rutger Hauer a cui è affidata una delle chiuse più famose della storia del cinema. Nel proseguo della sua carriera non è più riuscito a evadere da quello straordinario personaggio.

Voto: 8-

Trivia
(Tra i candidati ad interpretare Deckard c’erano anche James Caan e Dustin Hoffman, che rifiutò dopo aver proposto invano a Ridley Scott una trasformazione del personaggio)
(I numerosi contrasti tra il regista e la troupe fecero sì che quest’ultima denominasse scherzosamente il film “Blood Runner”)
(I titoli di coda della versione originale contengono materiale inutilizzato di “Shining”, nel quale non si vede mai la strada che apre il film di Kubrick)
(Tra gli altri possibili titoli del film c’erano anche “Android”, “Mechanismo”, “Animal” e “Dangerous Days”)
(Il serpente che Joanna Cassidy tiene attorno al collo era in realtà il suo vero serpente domestico, un pitone di nome Darling)
(Nella versione originale c’erano anche la voce fuori campo di Deckard e un finale diverso, assenti nel director’s cut diffuso nel 1991)

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