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Un vecchio medico parte in auto con la nuora per raggiungere la città di Lund, dove avrà luogo il suo giubileo professionale. Lungo la strada incontra tre ragazzi che stanno andando in vacanza e una coppia infelice, e fa visita all’anziana madre.
Uno dei più famosi e acclamati film di Ingmar Bergman, grande classico che è stato ed è tuttora modello per generazioni di cineasti; rappresentò ai tempi una clamorosa scoperta per l’innovativa messa in immagini del film d’introspezione, attraverso incubi raramente così vividi (memorabile il silenzio assordante del primo sogno) e una narrazione che procede per simboli, proiezioni e metafore: le fragole rappresentano l’innocenza della giovinezza (e cadono per terra nel momento in cui la si perde), la vecchia madre è la personificazione della Morte, nei coniugi Alman si rispecchia il fallimento del matrimonio di Isak. L’atmosfera è costantemente funebre, ma anche i ricordi, per quanto piacevoli e addolciti dalla nostalgia, non sono da meno. Personaggi finissimi, tra cui spicca ovviamente la grande prova di Victor Sjostrom, che a 78 anni (gli stessi di Isak Borg) trovò il film che valse una carriera. Orso d’Oro a Berlino.

Voto: 8

Trivia
(Ingrid Bergman scrisse la sceneggiatura mentre era in ospedale)