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La grande vicenda umana di Cassius Clay aka Muhammad Alì, culminata nella leggendaria sfida a George Foreman per la corona dei pesi massimi, a Kinshasa, in Zaire. Premio Oscar come miglior documentario nel 1996, ha un ritmo e una capacità di appassionare degna di un film d’azione. Nel film hanno un’importanza capitale le riprese girate a Kinshasa nel 1974 da Leon Gast, che firma quest’opera insieme a Taylor Hackford (che renderà successivamente omaggio ad un’altra icona della cultura black, Ray Charles) intervallando le immagini d’epoca, un po’ a colori un po’ in bianco e nero, con le suggestive testimonianze di giornalisti e scrittori. C’è anche Spike Lee; ci sono soprattutto musiche sopraffine, da B.B. King a James Brown passando per Miriam Makeba. Capolavoro di montaggio l’inizio e il racconto del match. Un altro grande merito degli autori è il non aver ridotto Foreman a sbiadita figurina completamente soggiogata dall’avversario, ma l’avergli riconosciuto la forte personalità e il grande carisma, non solo sul ring. Essendo però quasi una bio-agiografia del mito Alì, non si può che parteggiare per lui. Eccellente nella ricostruzione di un’atmosfera indubbiamente irripetibile.

Voto: 7

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