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Ex bambina prodigio dello spettacolo angaria e tiene segregata in casa sua sorella maggiore, un’ex diva del cinema costretta sulla sedia a rotelle da un incidente d’auto, provocato dalla sua aguzzina.
Thriller assai audace e spaventevole per l’epoca, “Che fine ha fatto Baby Jane?” fu uno dei maggiori successi dei primi anni ’60 (tanto da ispirare due anni dopo un fiacco remake-parodia con Totò, “Che fine ha fatto Totò Baby?”). Il tema del prezzo del successo e della notorietà, specie se ottenuti in età pre-puberale, è trattato sufficientemente bene per evitare che sia  solo un pretesto per imbastire una vicenda inquietante e grottesca con tocchi di grand-guignol (il topo, l’uccellino) che oggi fanno sorridere ma che all’epoca terrorizzarono non poco. Per tenere sulla corda il pubblico con un film che funziona a pieno regime nonostante le oltre due ore di durata, Aldrich si ispirò a due dei più grandi classici di tutti i tempi, lo “Psyco” del quale richiama vistosamente l’atmosfera opprimente e malsana della Casa, e quel “Viale del tramonto” da cui sembra uscita Jane Hudson, parente stretta di Norma Desmond. Bette Davis, in una straordinaria versione di strega avvizzita che fu uno degli ultimi grandi ruoli della sua vita, istrioneggia a tutto vapore ma non perde mai di vista il senso del ridicolo e della misura. Film eccessivo che si spinge spesse volte alle soglie del Kitsch, in cui – e ai tempi era più che una rarità – i titoli di testa appaiono dopo dieci minuti abbondanti. Oscar per i costumi in bianco e nero di Norma Koch.

Voto: 8=

Trivia
(La figlia della vicina di casa è interpretata da Barbara Merrill, nella vita reale figlia di Bette Davis)
(L’abito indossato per gran parte del film da Bette Davis era stato vestito da Joan Crawford in un suo vecchio film M-G-M. Poiché era stato modificato e riadattato, la Crawford non lo riconobbe)