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Tre ragazzi freschi di maturità partono per una vacanza a Santorini.
Tema: enunci il candidato le principali differenze tra il cinema italiano anni ’60-’70 e quello attuale. Senza neanche aver visto il film, ma semplicemente scorrendo il cast, ne balza subito all’occhio una, sostanziale. E cioè: trenta-quarant’anni fa i raccomandati i film li facevano lo stesso, ma si aveva il pudore di tenerli confinati in un angolino (come la nipotina di Sofia Loren, una certa Mussolini Alessandra); oggi è possibile candidare a dodici David di Donatello un film diretto dall’amico sfigato di Pieraccioni che ha come protagonisti il fratellino di Muccino (Muccino! non Pasolini) e la figlia incapace di Michele Placido. Il clientelismo scientificamente tentacolare che sta asfissiando l’Italia non può non rispecchiarsi nei nostri film, ormai tutti fatti con lo stampino per soddisfare le basse richieste degli adolescenti (non solo anagraficamente) più idioti che questo Paese abbia mai avuto la sfortuna di ospitare. Film desolante nel come fotografa, esaltandola senza motivo, la sconfortante istantanea di una generazione rimbecillita dalla tv e con la massima aspirazione di farsi due canne in compagnia chiedendosi chissà dove saranno tra dieci anni. Meglio tralasciare le componenti tecniche del film, a partire da una sceneggiatura (di cui è co-autore, chissà con quali credenziali, lo stesso Muccinino) che eccelle per stupidità e rende comicamente nonsense i dialoghi che si vorrebbero drammatici (da spanciarsi quello sulla spiaggia che ha come argomento la Scuola), per finire con le musiche da telefilm di quart’ordine che sottolineano cioè i sogni diciamo la paura di noi gggiovani. Dice: ma per fortuna i ragazzi di oggi non sono così. Vorremmo poterlo credere.

Voto: 4

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